IL GRAFFIO. Corbo: “De Laurentiis e Insigne giochino a carte scoperte per il bene del Napoli”
Non solo due punti persi con un Verona da western, lodevolmente tosto, ma nel finale così violento da chiudere in 9. Cominciano lunghi giorni di rischi e noia, come se sul Napoli fosse crollato ieri l’autunno, per due settimane fino alla sfida di Milano con l’Inter il tema diventa il più insidioso per l’allenatore, la squadra e il suo capitano, dopo la decima partita che Insigne non completa, pur avendo giocato con sufficiente decoro. Si parlerà del suo contratto, tra ipotesi vaghe e soffiate di parte. Lessico e nuvole. Non ha potuto, saputo o voluto tacere neanche il presidente. Il suo gelido intervento ha occupato la vigilia di questa infelice domenica di novembre.
Il presidente ha fissato comunque un punto. Con il più dolce e ragionato degli ultimatum. “Insigne se vuole rimanere a Napoli, lo dica. Lo aspettiamo a braccia aperte. Se vuole andar via, ce ne faremo una ragione”. Tutto qui. Come un trapano che crea uno squarcio nei rapporti per stanare il capitano ed il suo staff. IN sintesi: Ora tocca a voi rispondere. Ma in un Napoli sempre in corsa per lo scudetto è come piazzare un masso sui binari di un treno veloce. C’è una soluzione? Forse sì. Un sussulto di lealtà nell’interesse di tutti. La serenità di Lorenzo Insigne che può dare tutta la classe e la fantasia di regista offensivo, della squadra che può trarne solo vantaggio, dell’allenatore chiamato invece ad equilibrismi nel gestire il talento di Insigne, sempre sensibile, talvolta suscettibile.
Sarebbe opportuno che il presidente ed il capitano riprendessero questo giro di poker, ma che sia l’ultimo. Aprire e chiudere subito la partita, scoprendo le carte. La società può ribadire che è pronta a rinnovare il contratto che scade nella primavera prossima. Qual è la sua offerta? La ripeta in via ufficiale. Si sente dire che è un quadriennale da 3,5 milioni più bonus, quindi più di 30 milioni lordi. Lo stesso faccia lo staff di Insigne. Qual è la domanda? È vero che non concede i diritti di immagine? Conferma di aver chiesto una quota extra per far ricomprare al Napoli il cartellino? Chiede 5,6 milioni l’anno? Coraggio, qual è la domanda?
Non c’è da arrossire né da coprire nulla su un contratto da depositare in Lega Calcio, che a sua volta lo girerà al fisco. Si può obiettare da tutt’e due le parti, certo. 1. Il Napoli potrebbe ripensarci. 2. Insigne potrebbe avere da gennaio in avanti una proposta clamorosa. In tutt’e due i casi, non c’è mica da scomodare il commercialista Chiavelli sempre accanto a De Laurentiis, campione olimpico delle clausole. Tutt’e due le parti possono lasciarsi una via d’uscita. La facoltà di recesso con previsione di penale forfettaria per compensare il danno. Cioè: a maggio chi vuol rompere l’accordo, se ne libera pagando una penale. Da concordare adesso e fissando i termini. Se un club non è più tifo, amore, bandiera ma solo un’azienda, se la logica e la correttezza prevalgono su ipocrisia e riserve mentali, vengano allo scoperto il Napoli ed il suo capitano. Hanno capito che questo strano gioco a nascondersi complica l’operazione scudetto? Firmare e poi tacere.
Condividi questo articolo: