I TEMI DELLA SFIDA. Pazzanese: “Dal gelo danese al freddo torinese, passando per le correnti di mercato…”
Il gelo che ha dovuto vivere il Napoli a Copenaghen non è stato esclusivamente di tipo climatico: la squadra di Conte si è, infatti, dimostrata “fredda” soprattutto a livello caratteriale a partire dalla ripresa. E il dato del calo atletico, che nelle precedenti gare sembrava incontrovertibile, non può assumere alcun valore in relazione alle occasioni da gol sprecate nel primo tempo e alla possibilità di giocare in superiorità numerica per quasi un’ora di partita. La squadra, pertanto, si continuerà a leccare le ferite almeno fino alle prossime due chiamate, tutt’altro che agevoli: prima, infatti, di affrontare il Chelsea al Maradona in quella che sarà l’ultima definitiva spiaggia per entrare nei playoff europei, i superstiti partenopei sono attesi domenica alle 18 ancora una volta dalla sua ex guida scudettata Luciano Spalletti, stavolta nella fredda sede dell’Allianz Stadium di Torino: un’occasione ghiotta per entrambe le compagini di riscattarsi dai passi falsi compiuti rispettivamente in campionato e in Champions. Ma a questo clima di “freddo sconsolato”, stanno contribuendo e non poco sia la notizia di una probabile intervento chirurgico per David Neres, con conseguente stop di ulteriori due mesi, sia le più recenti correnti di mercato che hanno visto Lang e Lucca approdare in prestito rispettivamente al Galatasaray e al Nottingham Forest. Per scongiurare, dunque, l’ennesimo incidente diplomatico con Antonio Conte dopo la vicenda Kvaratskhelia dello scorso gennaio, il Napoli si trova ora costretto, nei limiti di ciò che gli consente il mercato a saldo zero, a correre ai ripari e a cercare dei sostituti che non facciano rimpiangere non tanto l’ex Udinese, quanto piuttosto quella che poteva rappresentare una valida alternativa offensiva come Noa Lang. In questo senso, il timore è che la “Giovane omonima promessa” del Verona sia una soluzione che, pur nella sua comodità economica, ha tutti i presupposti per trasformarsi in un’operazione Ngonge 2.0. Insomma, agli interventi strutturali già necessari da tempo a Castel Volturno, si aggiunge anche l’urgenza di stufe e riscaldamenti vari.
23/01/2026
Alessandro Pazzanese
Condividi questo articolo: