FOCUS. C’è un fronte degli scontenti tra i giocatori del Napoli che hanno poco minutaggio?
C’è un’altra frase che col senno di poi ha un significato ben preciso. Era riferita appunto alla voglia di alcuni di giocare ed essere protagonisti: “Loro devono avere pazienza, ma lo stesso discorso vale per me”.
L’operazione non ha funzionato e c’è da fare i conti pure col fronte degli scontenti per lo scarso minutaggio (tra questi Lang e Neres). La reazione di Conte è stata affidarsi alla vecchia guardia, lo stesso capitano Di Lorenzo ha espresso in più di una circostanza la necessità di aiutarsi di più tutti nel corso della partita. Le risposte sono state buone fino alla sfida con il Como. “Sono soddisfatto. Ho visto lo spirito giusto e con questa squadra posso andare in guerra sportiva”. Ma poi qualcosa si è incrinato di nuovo.
L’Eintracht Francoforte ha riaperto il fronte dei dubbi che sono esplosi a Bologna. Ha colpito l’atteggiamento rinunciatario: “Abbiamo fatto il compitino e questo non basta”, ha ribadito l’allenatore scoperchiando il vaso di Pandora su quanto stesse accadendo nel rapporto quotidiano con lo spogliatoio. Conte non ha gradito affatto – giusto per utilizzare un eufemismo – gli spifferi provenienti da Castel Volturno sul programma degli allenamenti, sull’intensità del lavoro e sul numero degli infortuni. Il condottiero azzurro è da sempre pronto al dialogo con tutti i suoi giocatori, ma poi la decisione è la sua e non va messa in discussione da quel venticello pericoloso e inesorabile che soffia sul suo secondo anno di gestione.
Conte ha tirato fuori i problemi emersi nel 2023-2024, la stagione del post scudetto di Spalletti: “Non dimentichiamo che siamo arrivati decimi”. Nel mirino c’è un inconscio senso di appagamento e una possibile crisi di rigetto dopo un’annata molto intensa dal punto di vista mentale e fisico. L’affondo finale è stato chiaro: “Se vogliamo rimboccarci le maniche e risolvere la situazione, è un bene, altrimenti ognuno si assumerà le sue responsabilità e lo farò io per primo”. Come dire, se ci ricompattiamo e remiamo dalla stessa parte, la stagione può ancora raccontare qualcosa di importante. Altrimenti si rischia grosso.
Fonte: Repubblica
Condividi questo articolo: