? CONCENTRAZIONE. Azzurri stasera in ritiro per battere l’Atalanta

Ancelotti

Delle due l’una, scrive l’edizione odierna del Corriere dello Sport: perché altrimenti il rischio di ritrovarsi con il cervello in fumo diventerebbe (pericolosamente) serio e bisognerebbe poi chiedere l’intervento di uno psicologo. C’è una squadra, ed è il Napoli, che in Champions League sta andando oltre: sette punti in tre giornate, due vittorie e un pareggio ovviamente e, manco a dirlo, nessuna sconfitta; una lezioncina al Liverpool, sarebbero i campioni d’Europa in carica, una serata un po’ così a Genk, poi la ribellione al destino e all’apatia a Salisburgo, soffrendo ma stando sempre avanti, rialzandosi dopo essere stato ripreso e poi fuggendo a braccia alzate. Ma c’è un’altra squadra, ed è sempre il Napoli, che in campionato barcolla, frena, s’inibisce: 17 punti, la peggiore espressione dell’ultimo quinquennio, un indicatore preoccupante – in una città che vive di calcio – quanto un fiammifero accesso al fianco d’una tanica di benzina piena. 
 
DOUBLE FACE. E succede: ma perché succeda, come e quando capiti di ritrovarsi con queste due facce dello stesso Napoli, diventa un tormento dell’anima anche per Ancelotti, che difende ciò che può e come deve il progetto e però, ragionevolmente, sa di dover affrontare questo processo rapidissimo d’involuzione calcistica che in quattro giorni, da Salisburgo a Ferrara, testimonia il paradosso. 

Il Napoli autorevole e quello un po’ naif stasera se ne vanno in ritiro, uno insieme all’altro chiaramente, scelta dell’ultima ora che non ha (ovviamente) carattere punitivo ma insegue la possibilità di ritagliarsi spazio per guardarsi dentro, per calarsi in questa fase per far luce in se stesso e provare a rimuovere le ombre. Delle due squadre, ne basta semplicemente una. 

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