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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Antonello Perillo, vice direttore TGR Rai Nazionale. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com. 
Sulla stagione del Napoli
“La piazza soffre perché oggettivamente tutti avevano accarezzato il sogno scudetto. Purtroppo non è stato così per i tifosi, e sai che questo è un tasto sul quale i tifosi del Napoli battono molto. Nonostante i tifosi siano grati a De Laurentiis per quanto fatto nei suoi diciotto anni di gestione, ora non si accontentano più di restare ad alti livelli, vorrebbero vincere. Va aggiunto che è stato brutto il modo in cui il Napoli ha perso il treno scudetto: la partita contro l’Empoli su tutte, ma ci sono stati anche altri episodi che hanno fatto male. Penso che De Laurentiis abbia fatto bene a scendere in campo per raddrizzare le cose e per lavorare subito al futuro. Certo, c’è chi dice che l’abbia fatto in maniera tardiva…”
Sul Napoli della prossima stagione e il futuro di Spalletti
“Si, lo vedo in sella alla panchina azzurra anche nella prossima stagione . Ovviamente non ne sono certo al 100%. Il Napoli aveva fatto benissimo rispetto all’anno scorso, e l’obbiettivo base è stato raggiunto. Poi ci sono state tre partite che hanno buttato fuori i partenopei dalla lotta scudetto, e su quello si deve lavorare, ma non penso che questo vada a screditare il lavoro di Spalletti. Vanno anche considerati i problemi economici, nello specifico in termini di budget e di riduzione del monte ingaggi. Il presidente non andrebbe mai a pagare lo stipendio per due allenatori. Spalletti è un signor allenatore, ma non credo, nel caso vada via, che ci sia un club pronto a prenderlo, come accadde con Ancelotti. Bisogna continuare a costruirlo questo progetto.”
Un pensiero generale su Spalletti
“Ti dico la verità: non rinnego quel che ho sempre sostenuto su di lui. Per me è molto bravo, un signor allenatore. Studia bene le partite e mette bene la squadra in campo. Nelle ultime settimane sono successe delle cose che ci portano a fare delle riflessione sugli errori che ha indubbiamente commesso. Anche ad esempio nella gestione di Mertens ci sono stati tanti errori. Io lo riconfermerei senza esitazione, ma devo anche dirti che il club deve essere consapevole sia delle problematiche caratteriali che quelle tattiche, ma il Napoli ha bisogno di un dirigente che faccia da collante tra squadra, allenatore e società, un po’ come Maldini con il Milan. Mertens potrebbe ricoprire questa pozione in futuro, Giuntoli è un grande dirigente bravo ed ha fatto cose importantissime, ma nel ruolo di cui parlo io c’è bisogno di una figura più rappresentativa, ad esempio un ex calciatore. De Laurentiis non ha mai voluto questo tipo di figura, però. Il presidente è un innovatore del calcio, non solo nell’intrattenimento ma anche nel marketing. Io penso che lui pensi che questa figura non serva. Lui chiamò Ancelotti cercando di fare un qualcosa nel modello inglese, stile Ferguson al Manchester United, ma le cose non andarono bene. Anzi, le cose andarono malissimo, ma non sapremo mai cosa sia davvero successo. Ora sappiamo che Ancelotti non era d’accordo col ritiro, ciononostante ci andò anche senza la squadra, ed in quella situazione ho pensato che a livello umano non si fosse comportato da fenomeno tanto quanto lo è da allenatore”