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Ci sono delle serate in cui l’unica cosa che ti senti di cambiare è la posizione sul divano avanti alla tv.

Sarri queste serate non le concepisce proprio e allora, se proprio deve cambiare qualcosa, stravolge sei undicesimi del suo Napoli e scende in campo contro il gelo e contro l’Udinese per giocarsi i quarti di finale della coppa italia

Al di là del fatto che ci è voluto Insigne per portare a casa la vittoria e non rischiare i tempi supplementari, le seconde linee del Napoli, nel primo tempo, hanno espresso un buon gioco ma non sono mai riuscite ad impensierire seriamente Scuffet. Ci aveva provato Callejon ma, per non far prendere collera a nessuno ed in linea con le ultime attitudini azzurre sotto porta, rimasto solo dinnanzi al portiere friulano, gli scaraventa addosso la palla del possibile vantaggio. Per il resto niente che sia particolarmente degno di nota a parte il fatto che Maggio possiede una temperatura corporea tutta sua ed ha giocato, imperterrito, a mezze maniche. In una serata come quella di ieri, è una notizia.

Per quanto riguarda l’analisi oggettiva delle seconde linee…oggettivamente c’è sconforto. Zielinski s’è destato solo dopo l’ingresso di Mertens ed Insigne, Giaccherini dovrebbe fare una serie di ripassi sui movimenti basilari di questo sport passando nuovamente per qualche buona scuola calcio, Ounas può fare il guappo solo con i pulcini del Napoli e Maksimovic e…Maksimovic…e….forse teneva ancora la febbre molto alta? E’ così?

Molto bene solo Rog che, dopo quindici minuti, aveva corso già il doppio rispetto ad entrambe le squadre messe insieme.

Ad ogni modo l’importante era vincere e proseguire in questa competizione alla portata del Napoli. In fondo un trofeo è pur sempre un trofeo.

Archiviata l’Udinese si pensa già al campionato ed alla Samp da affrontare sabato pomeriggio per tenere la vetta e festeggiare il Natale più in alto degli altri.

 

“CHI HA POLVERE SPARA”.