
Antonio Corbo, nel suo editoriale per l’edizione napoletana di Repubblica: “Accade tutto nell’intervallo. Il Napoli gioca le carte più alte. Conte deluso dalle sue scelte è pronto nel correggerle. Non rimanda in campo Anguissa e Elmas. Schiera i giganti che tanto gli sono mancati. De Bruyne, il primo. Il faro. Sa far tutto, inventa, dirige e la sua classe si riverbera nella squadra. Entra anche McTominay, lo scozzese delle imprese che non si dimenticano. Basta un tempo per capire quanto valgano. Segna subito Hojlund, su assist di Politano che riappare nel suo standard e segnerà a sua volta il gol della diciottesima. Il Lecce paga la fatica e cede spazi larghi ma è perentorio il nuovo e diverso sviluppo del gioco, si ribaltano i rapporti, il Lecce lentamente sparisce, il Napoli prepotente conquista la scena. Il calcio trova anche lo spazio per affermare ancora una volta le sue leggi. La vittoria insegue spesso i campioni e inganna i generosi gregari. Ma quasi sempre premia sempre i virtuosi in ottima forma. È il caso di De Bruyne e McTominay. Un po’ tardi per lo scudetto, ma sono finalmente tornati. Ora anche Conte ha una voglia matta di ricominciare. Con i suoi giganti”.







