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Ecco quanto scrive Calcio&Finanza: “Il percorso da dirigente lo aveva cominciato da stagista al Forlì, proseguendo poi in Svizzera: la credibilità se l’è guadagnata sul campo. La chiamata della Juventus è arrivata nel 2019 e ha preceduto quella dell’Inter, con il dirigente classe 1988 che ha cominciato dalla Primavera per poi spostarsi in seconda squadra. In questi anni ha mostrato soprattutto di saper lavorare in squadra: e di sfruttare adeguatamente ogni occasione. Manna in Svizzera aveva centrato due volte l’Europa League con un budget modesto, nella Juventus in questi anni ha saputo rendere funzionale la sua attenzione sulle categorie inferiori alle conoscenze internazionali di Tognozzi, responsabile scouting. La rosa della Next Gen ha sempre avuto un buon equilibrio tra stranieri e talenti made in Italy”.