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Intervistato da ‘Le Quotidien’, Koulibaly è tornato sui motivi della scelta di dire addio alla Serie A dopo otto stagioni: “Venire al Chelsea è stata una scelta di vita, devo tutto al Napoli, ma era arrivato il momento di cambiare e di andare alla ricerca di una nuova sfida. Scegliere non è stato difficile, stiamo parlando di uno dei cinque club più forti del mondo e di una squadra abituata a vincere. Poi la mia aspirazione era giocare in Premier League. Sono molto contento, all’inizio qualche difficoltà di ambientamento c’è stata, ho dovuto conoscere Londra e trovare una scuola per i miei figli, ma adesso va tutto benissimo. Avrei potuto tranquillamente stare a Napoli, ma le sfide mi piacciono ed avevo messo nel conto qualche problema iniziale. Non credo sia facile per nessuno inserirsi in un ambiente e in un calcio completamente differenti rispetto a quelli in cui si è stati per nove anni, qualcuno mi ha detto anche che l’ambientamento potrebbe durare sei mesi, ma credo che per me sarà inferiore… Sono molto motivato, voglio dimostrare le mie qualità e aiutare il club a vincere titoli”. Koulibaly ha poi confermato il ruolo avuto dagli amici Mendy e Jorginho nell’aiutarlo a scegliere il Chelsea: “Mendy mi ha aiutato molto, ha facilitato il mio inserimento e prima ancora ha orientato la mia scelta di venire al Chelsea, così come Jorginho che già conoscevo, ma la possibilità di giocare con Edouard nel club oltre che in nazionale è stata molto importante per convincermi“. Poi un bel dribbling sulla panchina che gli ha fatto assaggiare il nuovo allenatore Graham Potter in Champions League: “Potter ha fatto grandi cose con il Brighton, si è presentato molto bene, ha idee chiare – ha detto Koulibaly – Spetta a me dimosrtrare che merito di giocare, penso sia normale che all’inizio abbia scelto di affidarsi a chi è qui da tempo. Quando sarò al 100% non ci saranno problemi”. Infine una dichiarazione programmatica quanto mai ambiziosa sui progetti del Senegal in vista del Mondiale: “Vogliamo dare il massimo nelle amichevoli contro Bolivia e Iran, non siamo abituati ad affrontare nazionali non africane, quindi saranno test molto importanti in vista del Mondiale. Arriveremo in Qatar con tante ambizioni, puntiamo a superare il primo turno, poi nell’eliminazione diretta può succedere di tutto, credo che possiamo battere tutti in una gara secca. Spero sia l’anno buono per vedere un’africana tra le prime quattro e mi auguro sia il Senegal“. Corrieredellosport.it

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