0 Condivisioni

Spalletti intervistato da Monica Scozzafava per il Corriere della Sera.

Ecco il resoconto di SportMediaset.

Forse la grande occasione è scivolata via un anno fa, quando il suo Napoli è rimasto attaccato alla corsa scudetto fin quasi sul traguardo e si è perso a pochi metri dall’arrivo. La stagione che verrà, invece, è tutta da decifrare. Sono partiti due senatori importanti come Koulibaly e Insigne, ha lasciato Mertens e il club ha preso una strada che Luciano Spalletti, intervistato dal Corriere della Sera, sintetizza così: “Il nuovo Napoli vira nella direzione dei giovani forti, nel ridimensionamento degli ingaggi e nella filosofia della sostenibilità. Attorno a noi avverto scetticismo, mi dispiace. Perché ce la stiamo mettendo tutta per farci trovare pronti. Grazie a un mercato che, entro certi confini, sia funzionale alle nostre esigenze”.

Il mercato, appunto, tra qualche rimpianto e gli obiettivi per rinforzare la rosa: “Dybala non è arrivato, sento dire qua e là. Il tentativo è stato fatto dalla mia società, poi devi fermarti quando ci sono gli steccati. Raspadori? “Le rispondo che non è un mio giocatore, che è un ragazzo che avrebbe tutte le caratteristiche per darci una mano. Giovane, forte, versatile in tutti i ruoli dell’attacco, intelligente e soprattutto educato. Ha personalità, e noi ne abbiamo persa un po’ nel passaggio da un ciclo all’altro. Vediamo, con lui saremmo nella giusta direzione. Sarebbe il sostituto naturale di Mertens”.

E Mertens? “Chiariamo: non sono stato io, non è stato il club a non volerlo con noi. Mertens avrebbe potuto darci una grande mano. Ma la società gli ha fatto una proposta e lui non ha accettato. Mi tengo fuori da queste dinamiche, ed è giusto così”.

La società, inutile dirlo, è Aurelio De Laurentiis, uno non esattamente facile da “gestire”: “Che rapporto abbiamo? Diretto, frontale. E dunque vero. Per incontrarci a volte sono necessari compromessi caratteriali: a volte abbozzo io, altro volte lo fa lui. Siamo due persone forti”. Forti e magari, considerate poco simpatiche: “Lo so, lo so, che dicono tutti che sono antipatico! – ammette – E’ questa l’etichetta che mi hanno attribuito e ormai me la tengo. Ma poi perché? Sarà che del mio lavoro non parlo con nessuno, sarà forse per lo sguardo un po’ severo. Ma garantisco che sono una personcina per bene, al punto che mi sposerei!”.

Infine l’obiettivo per la stagione: “Milan, Inter, Juventus e le altre. Il Napoli dove si colloca? Tra queste, siamo pagati per produrre risultati. E ci proveremo. Non esiste una squadra forte sulla carta, le squadre sono tante cose insieme. Noi dobbiamo essere bravi a sopperire a qualche limite con la personalità e il gioco”.