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Il difensore del Napoli Koulibaly in una lunga intervista ad Onze Mondial è tornato a parlare del suo futuro, dicendosi grato al club azzurro: “Non immaginavo di rimanere così a lungo quando sono arrivato, non pensavo di restare otto anni, anche perché avevo offerte da alcuni club. Ma hanno deciso di tenermi: pochi giocatori hanno raggiunto questo obiettivo nel corso della carriera e questo è gratificante”. “Perché è difficile lasciare Napoli? In primo luogo c’è la volontà dei tifosi, il presidente tiene conto della loro opinione, quando non vogliono che un giocatore se ne vada, il presidente De Laurentiis cerca di accontentarli – ha spiegato il centrale azzurro -. Poi spesso il prezzo fissato dal club è troppo alto per alcune società e questo blocca le trattative: io non sono un ragazzo a cui non piace andare a scontrarsi per ottenere qualcosa. Se dovrò andarmene un giorno, me ne andrò in modo pulito, senza combattere con il club: i tifosi del Napoli non meritano che io litighi con il presidente o i dirigenti o mi comporti male. Se dovrò partire un giorno, me ne andrò, ma per il momento sono tranquillo e sto bene a Napoli. Vedremo cosa accadrà al termine della stagione”. Il titolo di nuovo sfumato: “Diamo tutto in campo, stiamo cercando di vincere un titolo che ci sfugge da 30 anni, ma manca qualcosa. Dall’interno noi diamo il massimo ad ogni partita, penso che un occhio esterno ci aiuterebbe a capire cosa ci manca. L’eredità di Maradona è pesante? È difficile, giocare in uno stadio che porta il suo nome mette un po’ di pressione su tutti, soprattutto perché quest’anno abbiamo fallito. Stiamo cercando di essere all’altezza del suo nome, di questo stadio e spero che il club abbia successo. Cosa avrei fatto se non fossi stato un calciatore? A scuola mi piaceva la matematica, i numeri. Ero un po’ dotato e mi sarebbe piaciuto lavorare nel settore bancario, contabile o assicurativo. Queste aree mi attraevano molto, mi sono sempre piaciuti i numeri. Il mio contratto? Cerco di negoziarlo bene, al momento non ho nulla di cui lamentarmi (ride ndr)”.