L’allenatore del Napoli Antonio Conte
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Il Napoli resta pienamente in corsa per un posto in Champions League, ma i numeri raccontano una realtà insolita per Antonio Conte. Il 2-2 contro la Roma consente agli azzurri di mantenere il margine sulle inseguitrici, ma la stagione evidenzia un dato chiaro: mai, nelle sue esperienze al vertice in Serie A, il tecnico salentino si era trovato a lottare esclusivamente per il quarto posto.

Nel post-partita Conte ha provato a vedere il bicchiere mezzo pieno: “Rimontare la Roma due volte non era semplice. Ai punti avremmo meritato noi. Dobbiamo continuare a costruire il futuro e capire in quale competizione europea andremo a qualificarci”.

Parole pragmatiche, che confermano come l’obiettivo sia oggi consolidare la posizione tra le prime quattro.

I numeri a confronto

Dopo 25 giornate, il rendimento dell’attuale Napoli è inferiore rispetto alle migliori stagioni di Conte in Italia.

Le squadre di Serie A allenate da Conte dopo 25 giornate:

  • Juventus 2011/12 – 51 punti
  • Juventus 2012/13 – 55 punti
  • Juventus 2013/14 – 66 punti
  • Inter 2019/20 – 57 punti
  • Inter 2020/21 – 59 punti
  • Napoli 2024/25 – 56 punti
  • Napoli 2025/26 – 50 punti

Il dato più significativo riguarda proprio l’attuale stagione: 50 punti dopo 25 turni rappresentano il bottino più basso dell’era “matura” di Conte, escludendo la breve parentesi iniziale all’Atalanta.

Con la Juventus e con l’Inter, Conte ha sempre lottato per lo scudetto, conquistandolo in cinque occasioni su sei. Le sue squadre viaggiavano su medie punti superiori e trasmettevano una sensazione di dominio.

Oggi il Napoli appare più discontinuo, anche se resta competitivo nella corsa europea. C’è la discriminante degli infortuni, ma anche lì bisogna capire chi è il principale colpevole.

La qualificazione alla Champions League diventa ora cruciale, non solo dal punto di vista sportivo ma anche economico. Gli introiti europei potrebbero determinare le strategie future del club e incidere sul mercato estivo.

Per Conte, abituato a guidare squadre costruite per vincere il titolo, si tratta di una sfida diversa: meno glamour, ma altrettanto decisiva. La vera domanda è se questo Napoli possa cambiare passo nel finale di stagione o se il 2025/26 resterà l’annata più complicata della sua carriera italiana ai vertici.

ARMANDO ARENIELLO PER TRIBUNA.COM