
C’è il rischio che il nostro girone di qualificazione al Mondiale sia finito prima di cominciare. Prepariamoci all’ennesimo supplizio dei playoff, ammesso che si acciuffi il secondo posto. La Nazionale vista ieri a Oslo è stata imbarazzante ed è lecito dubitare di tutto, aspettarsi il peggio del peggio. Questi siamo, e siamo scarsi, svuotati. Anzi, vuoti e basta. Travolto dagli eventi, da pesi troppo grandi e da una grandinata di infortuni, Luciano Spalletti ci sembra giunto al capolinea tecnico, in confusione. Di fronte a un disastro di tali proporzioni, la soluzione più logica sarebbe un cambio radicale di guida. Avanti il prossimo, nella speranza che riesca a rimettere insieme i cocci di una Nazionale in frantumi, bastonata all’Europeo nel 2024 e umiliata ieri sotto la pioggia di Oslo, come rare volte è successo.
Se si risale la piramide, da Spalletti in su, si arriva al vertice, al presidente federale. Per Gabriele Gravina vale lo stesso discorso fatto su Spalletti. Gravina non può vivere all’infinito sulla rendita dell’Europeo vinto nel 2021, con due successi ai rigori tra semifinali e finale, e lo ricordiamo perché le vittorie dal dischetto, legittime, non definiscono con certezza una superiorità, premiano un’abilità, nello specifico la bravura di Donnarumma sui penalty. A questo punto, ricordiamo che Giancarlo Abete, dopo l’eliminazione dal Mondiale in Brasile nel 2014, e Carlo Tavecchio, dopo la sconfitta contro la Svezia nel playoff per la Coppa del Mondo 2018 in Russia, si dimisero. Gravina ha già mancato il Mondiale 2022 e potrebbe centrare un bis disastroso. Per l’accesso diretto al Mondiale 2026, senza passare attraverso la strettoia degli spareggi, la situazione è già compromessa: in caso di arrivo in parità al primo posto, eventualità per la quale sarà obbligatorio battere la Norvegia in Italia, conterà la differenza reti generale. E sotto questo aspetto oggi Norvegia e Italia sono già divise da un abisso: Haaland e compagni sono a più 10, noi a meno 3. Tredici reti di differenza. È vero che l’Italia ha due partite in meno, ma è difficile immaginare che la Nazionale di ieri, in 180 minuti, possa ridurre il divario in modo tale da rendere una partita da dentro o fuori il ritorno di novembre contro i norvegesi. Serve una scossa, ci vuole una strambata. Emergenza Nazionale, non si può restare inerti.
Sebastiano Vernazza per la Gazzetta dello Sport
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Azzurri attesi di nuovo a Coverciano per preparare la sfida di lunedì contro la Moldavia a Reggio Emilia.
Classifica Gruppo I
Norvegia 9 (3 partite)
Israele 6 (3 partite)
Estonia 3 (3 partite)
Italia 0 (1 partita)
Moldavia 0 (2 partite)