Rasmus Hojlund
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Il Corriere dello Sport esalta l’ultimo colpo del Napoli: un colpo di necessità, visto l’infortunio di Lukaku: “Serviva una risposta perentoria e prepotente e il Napoli l’ha fornita da grande club con un investimento da 45 milioni complessivi per un cavallo di razza di 22 anni: 5 per il prestito, 40 per il riscatto che diventerà obbligatorio con la qualificazione alla prossima Champions. Contratto da 5 anni più uno, clausola rescissoria da 90 milioni valida dal 2027: considerando l’età e i termini contrattuali, l’idea è stata quella di assicurarsi il futuro. Oltre al presente, of course. Hojlund è la miglior soluzione possibile in rapporto ai tempi strettissimi, alla penuria di alternative all’altezza sul mercato e a tutte le variabili innescate dall’uscita di scena di Romelu: potenziale, prospettive, valori, esperienza, caratteristiche. Rasmus, dicevamo, è giovanissimo – compirà 23 anni il prossimo 6 febbraio – ma ha esperienza di Serie A maturata nel 2022-2023 con l’Atalanta e le ultime due stagioni le ha trascorse in Premier con lo United. A Old Trafford, in mezzo al caos: una cattedrale e soprattutto una situazione ambientale ai limiti della crisi di nervi in cui sei costretto a crescere in fretta. Hojlund è partito bambino, un bambino d’oro da 78 milioni di euro, ed è tornato giovane uomo. Affamato e consapevole che Napoli, per lui, è davvero la grande occasione per compiere il salto di qualità rimandato a Manchester: una prima stagione di un certo livello da compagno di McTominay, con 16 gol tra Premier (10), Champions (5) e coppe varie (1), e l’ultima a navigare come tutti i suoi compagni in mezzo a un mare agitatissimo di problematiche d’ogni tipo. Con 10 gol in carnet (4 in Premier, 6 in Europa League). In sintesi? Napoli e Hojlund sembrano fatti per stare insieme”. Scrive ancora il Corriere dello Sport: “Da un punto di vista tecnico, Hoj ha caratteristiche perfette per il calcio di Conte: aggressivo, rapido, veloce, lottatore, gran fisico, intenso nelle pressioni e in una fase difensiva migliorata a scuola di Gasp (uomo contro uomo). In carriera non vanta un patrimonio di gol di testa, d’accordo, ma sa riempire l’area, giocare per la squadra e soprattutto attaccare spazi e profondità. Funzionerà nel tridente e da riferimento con i Fab Four: cambia poco. Il Napoli, con lui, ne guadagna in soluzioni, a patto che oltre al gioco e al sacrificio arrivino i gol. Un bel po’. Più di quanto il suo storico non dica”.