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Sono stato tante volte allo Stadio Sa Paolo, ma quello che ho respirato domenica e le emozioni che ho vissuto, le ricordo poche altre volte.
E’ accaduto che domenica il pubblico del San Paolo, di fronte alle evidenti difficolta della squadra che rischiava di uscire sconfitta e definitivamente compromessa nella corsa per lo scudetto, è sceso in campo. Sentire Curva A e Curva B cantare “Napoli torna campione” in una bolgia che ha reso il San Paolo in quei meravigliosi 5 minuti finali come la Bombonera di Buenos Aires, è qualcosa che mi porterò dentro per molto tempo.
La partita di domenica dimostra che il Napoli, stremato da un campionato entusiasmante condotto viaggiando a mille e anche da una (a volte) poco saggia gestione di Sarri nei cambi (penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che domenica Milik sarebbe dovuto entrare quantomeno subito dopo il rigore sbagliato da Mertens), darà comunque l’anima fino alla fine, come l’ha data fino ad oggi.
Che questo sia sufficiente a “tornare campione” non lo so. Dipende molto anche dagli arbitri…(partita di Benevento docet).
Quello che però vorrei evidenziare qui, è quello che potrebbe accadere in caso di mancata vittoria dello scudetto. Anche perché la partita di domenica è stata, come una sorta di Sliding Doors, un esempio di quello che sarebbe potuto essere e che invece, fortunatamente, non è più stato.
Quando infatti tutto sembrava irrimediabilmente perso, la reazione istintiva del pubblico, prima della carica finale, è stata quella di urlare tutta la sua rabbia contro il Presidente e di fischiare Insigne dopo un tiro sciatto che poteva avere ben altro destino. Insomma, in un attimo si è percepito tutto il possibile sfaldamento dell’ambiente e la rottura tra squadra, Società e pubblico che potrebbe verificarsi in caso di mancato successo del Napoli quest’anno.
I tifosi vogliono vincere e si rendono conto che, mai come quest’anno, si erano realizzate tutte le condizioni per poterci provare. E così infatti sta accadendo nonostante una rosa, quella del Napoli, con evidenti lacune nei ricambi rispetto a quella della Juve. Ma se malauguratamente il traguardo agognato non dovesse raggiungersi, è inevitabile che le attenzioni si concentreranno sul Presidente e sulla Società, come avevo già analizzato nell’ultimo articolo (http://azzurrissimo.it/%F0%9F%92%B8a-conti-fatti-francesco-squitieri-al-napoli-urge-profonda-riflessione-sullorganizzazione-della-societa/). Di fonte a due mercati (estivo e autunnale), in cui il Napoli si è limitato ai rinnovi, senza potenziare la rosa, è abbastanza inevitabile che i fari saranno puntati su di lui a fronte di una squadra che sul campo ha dato il massimo, realizzando il record di punti. E domenica si è visto.
Non vorrei fare il profeta di sventure, ma temo che questo sarà solo il minore dei mali. Purtroppo, in caso di mancato successo quest’anno del Napoli, io credo sia purtroppo inevitabile che il ciclo sarriano si concluda. Ma non solo: temo infatti che anche altri giocatori – in particolare i “senatori” – si guarderanno intorno. E non perché non ci tengano a Napoli o al Napoli, ma per una sorta di resa.
Ecco perché io considero il messaggio che la Società ha dato in queste due sessioni di calciomercato controproducente, ed è per questo che insisto spesso su questo concetto, pur riconoscendo al Presidente molti meriti. E’ vero, ha investito nei rinnovi ed anche tanto, ma non ha fatto quel passo necessario per colmare alcune lacune della rosa che avrebbero potuto permettere quelle rotazioni che avrebbero aiutato nello sprint finale ad avere i giocatori-chiave meno stanchi, né per dotarsi di quelle infrastrutture necessarie per potersi dare un progetto credibile di crescita futura della società.
Sperando che questo scenario non si verifichi, invito comunque tutti i tifosi a restare uniti. Proprio la partita di domenica dimostra che quando si è uniti si vince perché, laddove non arrivano le forze, arriva l’entusiasmo e la carica del pubblico. Facciamo sentire a questi giocatori, all’allenatore ed al Presidente tutta la nostra voglia di vincere e restiamo uniti. Certi cori e certi fischi ora, in questo momento, solo inopportuni e dannosi. Questi ragazzi, per come sta andando questo campionato, meritano solo applausi anche se sbagliano un gol facile. Ricordiamocelo tutti.
Stesso appello lancio anche ad Insigne. Non vederlo andare sotto la Curva a ringraziare i tifosi dopo la partita è una immagine che non mi è piaciuta. I capricci non sono contemplati da un campione, tantomeno in questa fase cruciale. Ma sono sicuro che Sarri negli spogliatoi gli avrà fatto una tiratina di orecchie.

tifoso del Napoli ha l’immagine davanti a se di un allenatore che sta dando il massimo con una rosa non allo stesso livello della Juve, mentre la società ed alcuni giocatori (Insigne, Mertesn e Hamsik) stanno venendo meno proprio nel momento clou del campionato.
Insomma, se il Napoli non dovesse vincere quest’anno, a mio avviso sarà inevitabile considerare il ciclo sarriano finito, con una rifondazione della squadra.

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