LAZIO-MILAN (iniziata alle 16) 4-1

38′ rig. Immobile (L), 42′ Immobile (L), 48′ Immobile (L), 49′ Luis Alberto, 56′ Montolivo (M)

VERONA-FIORENTINA 0-5

2′ Simeone (F), 10′ rig. Thereau (F), 24′ Astori (F), 62′ Veretout (F), 88′ Gil Dias (F)

Un argentino invade Verona e decide di giocare con una passione infinita. E allora quello della Fiorentina è un vantaggio fulmineo. Con Simeone bravo ad accendere l’entusiasmo dei tifosi Viola. Ma sarà solo l’inizio di un primo tempo straripante. Sì, al Bentegodi è una partita a senso unico. I ragazzi di Pioli archiviano la pratica con le reti del Cholito,Thereau su rigore e Astori. Protagonista in negativo Nicolas: il portiere del Verona è colpevole di diversi errori, leggerezze che condizionano inevitabilmente il risultato. E allora la Fiorentina continua nel suo dominio, con Pecchia che nel secondo tempo butta in campo Romulo e Kean. Ma nulla. Ah, che magia quella di Veretout su punizione: pennellata sotto l’incrocio e via col poker. 0-4 che più netto non si può. Anzi, sì: perché il Verona subisce anche il primo gol in Serie A di Gil Dias: palla sotto le gambe di Nicolas e game, set and match per i Viola. Dalle brutte prestazioni contro Inter e Sampdoria, alla netta vittoria di Verona. Pioli rialza la testa e torna a Firenze con i primi tre punti della sua nuova avventura.

CAGLIARI-CROTONE 1-0

33′ Sau (C)

Un sapore speciale, puramente sardo. Sì, perché il Cagliari apre le porte alla Sardegna Arena. Un impianto pieno di storia rossoblù. Aneddoti, immagini e foto speciali all’interno, ma senza dimenticare il campo. Ospitando il Crotone di Nicola, in un match nel primo tempo equilibrato. A far la differenza, però, è la concretezza di Sau, bravo a finalizzare l’assist di Joao Pedro. Già, curioso il fatto che il primo gol alla Sardegna Arena sia stato segnato da un sardo. Destino? Chissà, ma ad esaltarsi è anche Cordaz, protagonista di una gran parata su colpo di testa di Pavoletti. Con Rastelli sempre attivo ad incitare i suoi e col desiderio di rialzarsi dopo il difficile inizio contro Juventus e Milan. E nella ripresa il risultato non cambia. Tumminiello e Budimir non trovano la via del gol e sono costretti ad arrendersi all’entusiasmo della Sardegna Arena.

ATALANTA-SASSUOLO 2-1

28′ Sensi (S), 35′ Cornelius (A), 77′ Petagna (A)

Similitudini, analogie, valori, sì: questa è Atalanta-Sassuolo. Una partita dove il calcio ha un significato speciale, oltre il risultato. Di mezzo tanti giovani e una gran voglia di stupire. Con Gasperini pronto a cancellare la falsa partenza e dare inizio al tour de force sotto un orizzonte tutto europeo. Intanto il presente, segnato dalla pioggia di Bergamo e da una partita piena di duelli. I nerazzurri spingono, attaccano, ma è la squadra di Bucchi a trovare il vantaggio: un errore di Ilicic scatena il contropiede neroverde, roba da manuale. E Sensi è bravo a sigillare in gol. Chiamata e risposta, grazie alla prima rete di Cornelius: mancino secco e via, pareggio. Nel secondo tempo Gasperini rinnova l’attacco, fuori Cornelius e dentro l’esperienza di Petagna. Un ingresso preziosissimo, perché il numero 29 ci mette subito lo zampino dopo un cross di Gomez al 77’. Il Sassuolo lamenta un fallo su Cannavaro, ma il VAR non dà ragione ai neroverdi. Arrivano 3 punti d’oro per l’Atalanta, dimenticato l’inizio difficile e testa rivolta all’Europa League.

UDINESE-GENOA 1-0

15′ Jankto (U)

Delneri, nella conferenza della vigilia, aveva parlato chiaro: “Per l’Udinese inizia un nuovo campionato”. Detto, fatto. E per il Genoa la partita si mette subito su un binario negativo, pieno di ruggine. Il deragliamento arriva al 15: Jankto sfrutta un rimbalzo dopo un calcio d’angolo di Lasagna e battezza la palla in rete. Ma per i rossoblù è solo l’inizio del caos. Complice Bertolacci, espulso per un brutto intervento proprio su Lasagna. Il tutto dopo l’utilizzo del VAR, decisivo nel comminare il cartellino rosso. Ma non è finita, perché contro Juric si abbatte anche la sfortuna: Lapadula cade male, il suo ginocchio cede. Out. E così il Genoa perde un fattore prezioso per la caccia al gol. Che non arriva nemmeno nel secondo tempo. Scuffet blocca ogni tentativo rossoblù, compresa una bella rovesciata di Taarabt. Il marocchino sfiora anche l’incrocio dei pali senza trovare la gioia. E allora l’Udinese c’è, Delneri mantiene la sua promessa.