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Si lavora oggi e si farà altrettanto domani: Castel Volturno è un cantiere aperto nel quale però il capomastro Sarri può dare direttive a pochi “operai”. Soddisfazione, comunque, per la qualificazione al Mondiale di Koulibaly con il Sudafrica e per i minuti risparmiati da Mertens ed Hamsik con le rispettive nazionali. Logico, invece, il disappunto per lo scarso impiego di Insigne e per l’assenza di Jorginho tra i tredici italiani scesi in campo in Svezia. Sorridono, nonostante la fatica per recuperare dai rispettivi acciacchi, Milik – che si allena in piscina con Prezioso, in prestito al Carpi ed anche lui vittima del crociato – e Ghoulam, che ha ricevuto la gradita visita dell’amico Zouma, ora allo Stoke City ma insieme all’algerino ai tempi del Saint Etienne.
IL DATO — A proposito di calciatori infortunati, un recente studio del Football Research Group (FRG) per conto della Uefa, ha stilato una relazione contenente i risultati sanitari nel periodo luglio-settembre 2017 mettendo a confronto 19 squadre che partecipano alla Champions League. Il Napoli ha subito per l’appunto solo l’infortunio di Milik (quello di Ghoulam è arrivato successivamente) e fatto registrare l’indisponibilità di Chiriches per un problema alla spalla: gli azzurri hanno la media migliore quanto a sessioni di allenamento e gare saltate dai propri calciatori. La dimostrazione, quindi, che la prevenzione è massima ed il recupero viene gestito nel tentativo di evitare danni muscolari. Nonostante il lavoro dello staff del dottor De Nicola, vittime degli infortuni traumatici sono stati però due elementi fondamentali per una rosa in cui il turnover tra i 25 dell’organico è molto limitato.
Fonte:

gazzetta.it