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Della questione spettacolo/circo se n’è parlato abbastanza. Del fatto che il Napoli scenda all’Olimpico da padrone, si potrebbe parlare all’infinito senza far torto a nessuno.

Un turno di campionato, senza dubbio, ostico per la squadra di Sarri che doveva esorcizzare anche le agevoli vittorie di Roma e Juventus. Non c’è stata partita. Mai.

Allan è stato onnipresente, di sostanza e qualità, si concede anche la ciliegina sulla torta con l’assist per Insigne. Hamsik, ancora una volta, ha fatto una gara monumentale, è tornato per ricordare a tutti che un periodo buio può capitare, ma la classe non si dissolve mai. Quello che hai nel DNA te lo porti dietro per tutta la vita, ovunque.

Poi c’è Callejon instancabile terzino, esterno di centrocampo, esterno d’attacco, centravanti, e magari pure fattorino per pizze a domicilio. Gli riesce tutto in ogni parte del campo; Gli riesce “pure” il gol che era l’unica cosa che gli mancava da un po’.

La doppietta, però, è di Lorenzo. Il Magnifico. Uno d’astuzia, l’altro d’eleganza. Due facce della stessa medaglia. Due reti per incrementare il bottino, per zittire gli scettici che si gongolavano nel suo inizio di stagione cupo e privo di qualsiasi ispirazione. Poi si è accesa la luce, l’orgoglio ha iniziato a battere i piedi ed il numero 24 ha iniziato ad incantare chiunque lo guardasse. Si è caricato la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà e mette, costantemente, sotto gli occhi di tutti la sua crescita calcistica ed umana.

Questo Napoli è un’orchestra perfetta, un coro gospel, quello dove tutti insieme fanno un’unica voce solenne. Forse è questo lo spettacolo di cui parlava Allegri. Lui vada pure al circo, noi ci godiamo questa sinfonia.

 

“CHI TENE ‘O PEPE NE METTA DINT’ ‘A MENESTA”