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Nemmeno il tempo di sistemare drappelli e striscioni che Lorenzo Insigne aveva già messo le cose in chiaro: dal San Paolo non si esce indenni.

La rete del 24 azzurro è stata talmente fulminea da mandare in confusione avversari e compagni che, al momento dell’esultanza, gli porgono la prima maglia che si trovano sottomano e, ovviamente, non era quella di Milik. Andiamo avanti, tanto il messaggio è arrivato forte e chiaro a chi di dovere.

Nel corso della gara Mertens e Callejon ribadiscono il concetto che, questo Napoli, è alla portata di poche squadre a livello nazionale ed internazionale. A tutto il resto ci pensano Allan e Koulibaly che, da soli, bastano ad arginare una squadra olandese priva di idee e zeppa di errori.

Salgono ad otto le vittorie del Napoli a Fuorigrotta in altrettante partite e più si va avanti e più, la squadra di Sarri, acquisisce autostima e consapevolezza.

Qualche pelo nell’uovo, a volerlo cercare, lo troviamo negli ultimi minuti di gara con la disattenzione di Ghoulam che regala (grazie anche alla sconsiderata generosità della classe arbitrale) un rigore al Feyenoord, neutralizzato magistralmente da Reina. Quest’episodio, però, è stato il prodromo del gol olandese arrivato a dieci secondi dalla fine che ha scatenato l’ira funesta di Sarri che, se avesse avuto sottomano i diretti interessati, li avrebbe mandati in ritiro anticipato con le proprie Nazionali a calci nel sedere.

Archiviata anche questa pratica, ci si rituffa nel campionato senza sosta e con un pensiero comune… “non succede ma…se succede…

 

“ SE PIGLIANO CHIU’ MOSCHE CU’ ‘NA GOCCIA ‘E MIELE CHE CU’ ‘NA VOTTA ‘E ACITO”.