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Nessuno, a parte la Juventus aveva vinto nello stadio del Torino. Poi arriva il Napoli e ne fa cinque.

La casa granata non è stata solo violata, è stata saccheggiata, razziata senza pietà. Cinque reti all’andata, altrettante al ritorno e, come minimo, una base di ricovero per Joe Hart.

Gli azzurri erano obbligati a vincere e, da subito, si è avuta la percezione che ognuno di loro avesse le idee chiarissime su cosa fare. Tutti tranne Ghoulam che ci ha messo quarantacinque minuti prima di capire chi fosse e dove si trovasse. Il primo tempo si chiude con uno striminzito e bugiardo vantaggio per il Napoli, colpevole di essere stato troppo bello ma troppo poco concreto (si ringrazia il guardalinee che, come Fauzi, ha vissuto la prima frazione di gioco su un pianeta parallelo).

Si rientra dagli spogliatoi ma, evidentemente, il Toro ha perso la strada per arrivare al terreno di gioco perché, oggettivamente, non c’è stata proprio più partita. Quattro reti, quattro perle, divertimento allo stato puro. Arriva la doppietta per Callejon, mostruoso ancora una volta, a cui si aggiungono le reti di Mertens (che stravince il duello con Belotti), Insigne e Zielinski.

Il Napoli di Sarri macina un record dietro l’altro, si prende il momentaneo secondo posto ed aspetta la sfida delle Roma cullato dalla consapevolezza di essere stato grande, per l’ennesima volta.

Oggi partecipa alla festa anche Reina che, ciliegina sulla torta, non subisce reti.

Tutto perfetto, tutto meritato. Poi, se Ghoulam lo lasciassimo a Torino a Milano o a mappatella beach, avremmo già vinto il nostro scudetto.

 

“NULLA E’ PIU’ ANARCHICO DEL POTERE, IL POTERE FA PRATICAMENTE CIO’ CHE VUOLE”. Pier Paolo Pasolini.

Chi è stato il miglior azzurro di questa stagione?

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