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Trenta. I denari per cui Giuda divenne traditore. Trenta. I minuti che hanno tradito il Napoli e Sarri.

Mezz’ora di buio, di smarrimento e confusione in cui il City di Guardiola non ha risparmiato nulla ai propri avversari. Due reti, una traversa ed almeno un’altra nitida occasione. 2-0 e gelo calato sull’Etihad Stadium per gli azzurri. Poi si comincia ad intravedere qualche passo, si cominciano a rivedere quelle trame di gioco consolidate nella testa di Sarri e nei piedi dei suoi interpreti più fedeli.

Mertens ha l’occasione più grossa per raddrizzare la partita ma il suo rigore finisce sui piedi di Ederson Moraes, portiere del City che, senza troppa fatica, ringrazia l’attaccante belga per il regalo.

Chi sarebbe sopravvissuto a questa mazzata? Forse nessuno, a parte il Napoli di Maurizio Sarri.

Al rientro dagli spogliatoi gli azzurri sono delle furie, dettano legge sul campo inglese, creano occasioni e mettono alle corde i padroni di casa. Accorciano le distanze con Diawara (sempre su rigore procurato da uno scatenato Ghoulam) e sfiorano il pareggio con Hamsik e Callejon.

Al di là della sconfitta e della classifica alquanto scomoda, resta il rammarico per un pizzico di sfortuna e per un avvio di gara orfano di qualsiasi motivazione plausibile.

Voltare pagina, però, è d’obbligo portando a casa solo i numerosi spunti positivi e l’ammirazione di uno come Pep Guardiola.

Testa al campionato ed all’Inter che sabato sera arriverà al San Paolo, con una sola certezza: trenta minuti sono troppi da regalare a chiunque.

 

“NU’ TE PIGLIA’ COLLERA, CA ‘O ZUCCARO VA CARO”.

  • Prudenzio©-Capo dei DISTURBATI

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