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Si riparte. Dopo nove anni o dopo qualche settimana o, forse, dopo una piccola crisi senza tempo. Non è importante, quello che conta è tornare a correre.

Lo sa bene Sarri che ha vissuto tutta la carriera tra polvere e calcioni e ora difende, a spada tratta, i suoi ragazzi che sudano il doppio pur di non tralasciare il bel gioco. Qualche risultato è stato bugiardo, qualche altra batosta ha insegnato che, a volte, sarebbe preferibile la quantità alla qualità. Poco importa, il Napoli ha ripreso la sua corsa, è tornato con prepotenza proprio come Insigne. Lorenzo si portava dietro il suo piccolo (?) fardello colmo di critiche, difficoltà, ed errori. Ieri, finalmente, ha scaraventato la zavorra alle spalle del portiere bianconero, si è lavato via tutta la pesantezza di dosso per ben due volte. Scusate se è poco.

Questo Napoli incerottato ha sbancato Udine ed ha sfatato uno di quei tabù maledetti che ti sgambetta sempre nei momenti più sbagliati. Nonostante il gol subito, bene la difesa con Albiol che (tutti sperano) scalpita per tornare, ottimo anche il centrocampo con Diawara che impartisce lezioni a compagni ed avversari.

Tuttavia è risaputo che Napoli è terra di misteri e credenze popolari, motivo per cui Giuntoli si affannò a portare, ai piedi del Vesuvio, Tonelli e Rog. Li hanno visti aggirarsi a Castelvolturno, c’è chi giura di vederli sempre al seguito della squadra (anche in trasferta), qualcun altro, invece, è andato in cura per porre fine a queste visioni.

Per ora nessuno è in grado di svelare il mistero. Noi aspettiamo, loro…pure. Appuntamento a mercoledì contro la Dinamo per prenderci, anche in Europa, ciò che ci appartiene.

“NTIEMPO ‘E TEMPESTA, OGNE PERTUSO E’ PUORTE’ “.

  • AntonioMarano

    Non sono d’accordo sulle critiche ad Insigne. Il primo tempo di ieri è stato giocato “pulito” lì dove Delneri aveva concentrato il massimo della copertura difensiva lasciando qualche prateria sulla nostra destra d’attacco. In più le nostre tre punte giocavano molto larghe lasciando il povero Mertens a lottare da solo e facendogli sprecare molti scambi veloci.
    Nel secondo tempo la storia è cambiata perché Sarri ha accorciato gli spazi tra gli attaccanti e il Napoli è diventato devastante proprio con Insigne che ha segnato due gol, se ne è mangiato uno ed ha preso una clamorosa traversa grazie alla deviazione del portiere friulano.
    Certo da Insigne ci aspettiamo qualcosa di più in fase di costruzione ma sulla sua parte di campo la partita è stata molto affollata. Sia lui che gli altri due compagni, Hamsik e Ghoulam, non è che hanno fatto tanto.