Prendete un pallone e mettetelo sui piedi di Dries. Poi prendete una squadra qualsiasi e piazzategliela contro. Sarà difficile, a questo punto, trovare una vittima sacrificale. Mertens non fa differenza tra le competizioni, che si tratti di Europa, Italia o la tombola di Natale, lui devasta tutto e tutti.

Dopo l’egemonia in terra sarda (ovviamente sminuita dai critici) il Napoli di Sarri annichilisce anche il Torino, venuto al San Paolo con le migliori intenzioni. Ventidue minuti e i granata erano già sotto di tre reti, avevano perso la bussola e la speranza. Un gioco di un altro pianeta porta gli azzurri a dominare ed a lasciare tutti a bocca aperta; nessuno in Italia gioca un calcio così. Avere il miglior attacco del campionato senza una prima punta, vuol dire che Sarri la sa fin troppo lunga, è uomo di calcio formatosi in provincia ma nato per i grandi palcoscenici.

Ogni reparto sa esattamente cosa fare, Zielinski è ormai inamovibile per un centrocampo che non ha più bisogno di altri protagonisti, la difesa scopre Chiriches che s’improvvisa centravanti e conclude un’azione come meglio non potrebbe. Unico neo: le amnesie difensive dettate, forse, dalla sicurezza del punteggio ma ugualmente condannabili.

Adesso la Fiorentina, poi la pausa natalizia.

La cena di Natale già è stata fatta, rigorosamente in tuta, perché probabilmente Sarri sta contagiando tutti. In fondo è giusto così.

 

“IO NON GIOCO CONTRO UNA SQUADRA IN PARTICOLARE. IO GIOCO PER BATTERMI CONTRO L’IDEA DI PERDERE”. Eric Cantona.