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Mettete una sera a cena, a casa di ucraini, un padrone di casa arrogante ed un commensale poco loquace. Ne viene fuori una serata da dimenticare.

Esattamente quanto successo al Napoli nella prima partita del girone di Champion.

Gli azzurri non sono mai apparsi realmente in partita, sempre in affanno rispetto ai padroni di casa, spesso in ritardo sulle seconde palle, privi di idee e di quella lucidità che, normalmente, contraddistingue la squadra di Sarri. Male in ogni reparto e con un centrocampo, praticamente, assente. Da subito è parso chiaro che la serata sarebbe stata più complicata del previsto e, infatti, lo Shakhtar non si è fatto pregare per mettere, immediatamente, alle corde un Napoli troppo affaticato più nella testa che nel fisico.

Hamsik fatica ancora a trovare estro e brillantezza, Insigne ha lavorato per sé e per Ghoulam che, rimasto in fondo al gruppo durante la sosta in autogrill, stava ancora architettando un valido escamotage per arrivare allo stadio prima del triplice fischio. Evidentemente non l’ha trovato, scatenando le maledizioni dei tifosi, del mister e…quelle di Lorenzo. Male anche Zielinski, Diawara, Reina e Milik. Male tutti.

Eppure, come dicevamo all’inizio, si tratta di una cena andata male, di una serata nata storta e finita peggio. Può succedere.

Non occorre fare tragedie, non serve buttare a terra tutte quelle solide certezze che hanno accompagnato, fino a questo momento, la squadra di Sarri. Certo la prestazione negativa lascia perplessi ma, occorre anche ridimensionare e contestualizzare una sconfitta che più brucia e più insegna.

Questo girone resta alla portata degli azzurri e la strada da fare è ancora lunga. C’è tempo per assimilare e reagire perché sarebbe assurdo pensare che un’unica serata possa condizionare un’intera stagione.

 

“ ‘A MALINCONIA NUN LEVA ‘E DIEBBETE”.