Non è il “Napoli 2”, non è il Napoli dei “panchinari” che possono giocare solo in casi estremi.

Si chiama panchina lunga, si chiama lungimiranza. Questa squadra ha davvero ventidue calciatori in grado di scendere in campo e dominare, come se avessero giocato insieme da sempre. Certo qualche pecca si troverà ma, non giriamoci intorno, le pecche si trovano sempre.

Il vantaggio di Zielinski, concentrato di tecnica e rapidità, faceva immaginare una partita in discesa libera. Così non è stato perché il Napoli ha lasciato fin troppo spazio agli avversari per gran parte del primo tempo. Nel gol dello Spezia, paradossalmente, si sente tutta la mancanza dello stakanovista Callejon che, sulla sua fascia di competenza, insegue gli avversari fino a fuori lo stadio. Sarri appare leggermente contrariato (spero sia chiara l’ironia) dietro quel vetro che l’opprime per novanta minuti.

Il secondo tempo è un monologo azzurro fatto di possesso palla ed illuminazioni improvvise che da sole valgono il prezzo del biglietto (anche se in questo caso sembrerebbe offensivo). Insigne inventa per Giaccherini che, a sua volta, scaraventa alle spalle di Chichizoa un gol da cineteca. Poi tocca a Rog che, tra alti e bassi, non aveva troppo impressionato fino a quel momento. Gli è bastata un’azione per dimostrare tutta la sua classe, tutto il suo sapere e….tutta la sua umanità, regalando a Gabbiadini l’ennesima gioia. Cioè noi pensiamo che fosse una gioia, perché dal volto del bergamasco trapelano, come sempre, apatia mista a depressione; però noi lo sappiamo che, dentro di sé, Manolo era felice.

Gli azzurri passano il turno, continuano a crescere e stupire. Sarri ha qualcos’altro da festeggiare oltre al compleanno. Tanti auguri Mister.

 

“LA PIANTA SI CONOSCE DAL FRUTTO”.

  • Filmauri a me ha colpito il fatto che la squadra che gioca il miglior calcio d’Italia abbia di fatto uno score inferiore all’anno scorso… questo significa che la qualità non si concretizza in efficacia, che mancano i singoli che esaltino il gioco corale e che non si siano fatti passi avanti ma certamente ogni stagione fa storia a ae

  • AntonioMarano

    La rosa è più competitiva dello scorso anno e dovremmo resistere di più rispetto alla scorsa stagione, dove febbraio fu tremendo e nefasto.
    Il Napoli nell’undici era più forte perché aveva coralità di gioco dietro ad un fenomeno che la buttava dentro in ogni modo, ma lo stesso fenomeno non ha potuto nulla nei momenti bui dovuti al troppo carico di lavoro distribuito sempre sugli stessi, i quali finendo la benzina, finirono la loro coralità e gli assist per il fenomeno.
    Solo uscendo quasi contemporaneamente dai due impegni di coppa riuscimmo a tratti a mantenere inalterata la seconda posizione.
    Oggi è diverso. Non abbiamo più il fenomeno ma la buonissima possibilità di mantenere fino alla fine della stagione la coralità di gioco che è la vera anima di questa squadra. Gambe e cervello a servizio di una qualità di base che non è ancora eccelsa ma potrebbe farci divertire grazie anche ad un poco di fortuna che fino ad oggi sembra averci abbandonato.
    Ma la ruota gira e arriverà il turno nostro, forse nel momento migliore della stagione. Chissà!

  • filmauri

    Johnny,
    non sono d’accordo e ti spiego perché.
    Il nostro girone di andata è stato caratterizzato da tre fasi distinte.
    1) Nella prima fase, con Milik titolare, il Napoli era sempre sulle gambe, poco lucido e giocava un calcio per nulla brillante. Ho attribuito l’appannamento della manovra e di alcuni elementi fondamentali della squadra (mi riferisco in particolare a Insigne, Callejon, Hysaj e KK) all’inevitabile smaltimento della preparazione fisica. Era successo anche l’anno prima. Inoltre Sarri aveva dovuto adeguare il posizionamento degli esterni alle caratteristiche di Milik.

    2) La seconda fase è cominciata con gli infortuni di Albiol e Milik. E sono cominciati i guai dovuti ai disequilibri tattici. Sarri ha dovuto ulteriormente accentrare e far avanzare gli esterni per assecondare Gabbiadini e Mertens falso nueve. Jorginho è andato definitivamente in crisi, perché la squadra ha totalmente perso il filtro a centrocampo e non aveva più Albiol come punto di riferimento. Sono cominciati gli errori difensivi a ripetizione. Sarri ha continuato a fare affidamento su giocatori fuori forma perché non si fidava dei nuovi arrivati.

    3) Nella terza fase il Napoli ha ingranato. Mertens ha assimilato i movimenti da prima punta e alcuni nuovi acquisti si sono resi utili, come Diawara. Il Napoli è diventato più imprevedibile e concreto in area proprio grazie alla trasformazione di Mertens. In quel periodo abbiamo perso due punti solo a Firenze (che non è una vergogna) e solo a causa dell’ennesimo infortunio (Chiriches) che ci ha costretto a cambiare per l’ennesima volta coppia difensiva, rinunciando a uno dei migliori palleggiatori della squadra. E i viola hanno pareggiato solo grazie a un tiro deviato, una papera di Reina e un capolavoro di Zarate. E all’aiutino di Tagliavento, che non ha espulso Kalinic quando doveva.
    Fatte tutte queste considerazioni, è un miracolo che abbiamo solo tre punti in meno, nonostante la perdita di Higuain.

    • Filmauri le tue considerazioni sono valide e rappresentano un’analisi lucida del girone d’andata ….. tuttavia una squadra che mira a diventare grande ma soprattutto vincente (percorso lungo e per nulla facile per carità) deve prendere la tua ananlisi e poi fare due tipi di confronto:

      il primo con le stagioni precedenti per capire se gli errori sono superati e cosa ancora possa essere migliorato

      il secondo con gli avversari perchè per vincere devi migliorare rispetto a te stesso ma anche rispetto ai competitors

      confrontata alla stagione precedente la tua analisi ci dice che nonostante una rosa più ampia e variegata, con tanto talento in più, abbiamo un numero di punti inferiore, questo è innegabile e ci dice che certamente anche quet’anno non siamo competitivi per il vertice, ma rispetto all’ottimo campionato scorso abbiamo deciso di intraprendere la strada lunga degli investimenti sui giovani piuttosto che il tentare di portare a completamento la rosa per renderla competitiva per il primo posto, è una scelta legittima della società ma a me ricorda la tela di Penelope

      a confronto con gli avversari, sempre nell’ottica primo posto, vediamo che la Juve ha fatto 9 punti in più rispetto allo scorso campionato che comunque ha vinto ….. questo è sintomatico del fatto che questo campionato non le sfuggirà ma altresì che ha posto in essere tutti i correttivi per evitare la pessima partenza dello scorso anno e far fronte anche ad infortuni importanti (Barzagli, Chiellini, D.Alves, Marchisio, Dybala) per citarne alcuni … sulla loro rosa gli infortuni non influiscono sul rendimento globale, sulla nostra si e potrei continuare il discorso a lungo anche confrontadoci con Roma, Inter, Milan, Lazio etc.

      il mio non è un discorso accusatorio verso il Napoli ma solo un voler esprimere che il confronto serve per migliorare e superare gli errori pregressi … in questo noi siamo indietro e dovremmo imparare a guardare alla Juve non solo come ad una società ladra ma anche come ad un modello di programmazione da prendere ad esempio ….

      se poi l’obiettivo, a lungo piuttosto che a breve termine, non è vincere ma piazzarsi allora siamo già vicini a raggiungerlo

      • Umberto

        Tutto vero, ma insufficente a spiegare il perchè delle mancate vittorie… La SOCIETA’ – QUANDO è ACCADUTA L’OCCASIONE, NON ha VOLUTO vincere.
        Mascara, David Lopez, Regini…

        e se non VUOI essere pronto quando accade l’occasione ….
        dato il budget…- inferiore oggi alla Juve e alle altre… – NON vincerei MAI.
        Almeno così è stato finora.

        Quando i migliori giovani cresceranno, se non tutti quelli più interessanti… li venderà… (Lavezzi, Cavani… ecc…) e noi ricostruiremo… la squadra ….in eterno….
        questo ci dicono i fatti, ad oggi….
        Se non VUOI cogliere l’occasione quando capita… e quando VINCI????

  • forzanapoli978 compraci cavani

    Si ma ricordo a tutti, che il campionato è già bello che finito