Quando lo storico strapotere delle milanesi viene annientato dalla grandezza di un Napoli stratosferico, capisci che sei sulla strada giusta.

Quando Callejon, alla prima occasione utile, insacca alle spalle di Handanovic con tutta la classe e la potenza (ed anche una buona dose di opportunismo), capisci che sei diventato più forte del blasone (altrui).

Quando vincere al Meazza vuol dire accorciare nettamente sulla Roma (-1), capisci che puoi ancora conquistare quello che meriti.

Sarri ha guidato la squadra su quel terreno di gioco come un comandante fa con il suo esercito, come un uomo che sa fin troppo bene quello che sta facendo, come colui che possiede la consapevolezza della propria forza. Sarri ha scelto Diawara per battere l’Inter ed ha avuto ragione, per l’ennesima volta. Un calciatore a cui sono bastati diciannove anni, per diventare un veterano. Amadou non sbaglia niente, impeccabile e meraviglioso per novanta minuti. Insieme a lui, l’altra luce del centrocampo si chiama Piotr Zielinski che riesce a vedere varchi dove, un essere umano, non vedrebbe nemmeno un punto nero. Il resto è storia di calcio spettacolo tra Insigne e Mertens, è la lucidità di Reina, la maestosità di Koulibaly, l’importanza di Albiol.

La Roma aveva perso il derby e il rischio che il Napoli perdesse la testa (e l’occasione) era dietro l’angolo. Così non è stato, perché questi ragazzi sono il frutto di chi la testa ce l’ha fin troppo quadrata.

Il secondo posto è tutto da giocare e questo Napoli ha tutte le carte in regola per farlo fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.

“ ‘O CUMMANNA’ E’ MEGLIO D’ ‘O FOTTERE”.

Quando lo storico strapotere delle milanesi viene annientato dalla grandezza di un Napoli stratosferico, capisci che sei sulla strada giusta.

Quando Callejon, alla prima occasione utile, insacca alle spalle di Handanovic con tutta la classe e la potenza (ed anche una buona dose di opportunismo), capisci che sei diventato più forte del blasone (altrui).

Quando vincere al Meazza vuol dire accorciare nettamente sulla Roma (-1), capisci che puoi ancora conquistare quello che meriti.

Sarri ha guidato la squadra su quel terreno di gioco come un comandante fa con il suo esercito, come un uomo che sa fin troppo bene quello che sta facendo, come colui che possiede la consapevolezza della propria forza. Sarri ha scelto Diawara per battere l’Inter ed ha avuto ragione, per l’ennesima volta. Un calciatore a cui sono bastati diciannove anni, per diventare un veterano. Amadou non sbaglia niente, impeccabile e meraviglioso per novanta minuti. Insieme a lui, l’altra luce del centrocampo si chiama Piotr Zielinski che riesce a vedere varchi dove, un essere umano, non vedrebbe nemmeno un punto nero. Il resto è storia di calcio spettacolo tra Insigne e Mertens, è la lucidità di Reina, la maestosità di Koulibaly, l’importanza di Albiol.

La Roma aveva perso il derby e il rischio che il Napoli perdesse la testa (e l’occasione) era dietro l’angolo. Così non è stato, perché questi ragazzi sono il frutto di chi la testa ce l’ha fin troppo quadrata.

Il secondo posto è tutto da giocare e questo Napoli ha tutte le carte in regola per farlo fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.

“ ‘O CUMMANNA’ E’ MEGLIO D’ ‘O FOTTERE”.