Avete presente quella strana sensazione che vi sorprende quando, rincontrando un compagno di scuola, lo ritrovate un luminare affermato e stimato da tutti? Eppure l’avevate lasciato mezzo sdentato e con vari problemi d’apprendimento. E’ una sensazione strana, un misto di stupore ed ammirazione per la strada percorsa da quello strambo bambino.

Il Napoli a Nizza è esattamente quel bambino. Nato e cresciuto con l’educazione imposta da chi sa il fatto suo, di chi senza apparenza ma con molta sostanza, l’ha plasmato affinché tutti potessero finalmente guardarlo con ammirazione e devozione.

Il Napoli di Maurizio Sarri è stato impressionante.

Una gara perfetta, una lezione di calcio sul campo per Dante e compagni e, fuori dal campo, per tutti quelli che avevano provato a mettere in discussione gli azzurri solo per la presenza di Balotelli e Sneijder. Che poi dico, ma alla fine, non sono venuti più?

La cattiveria agonistica di Jorginho lascia tutti sbalorditi, la visione di gioco di Hamsik ti porta a pensare che, anche nelle situazioni più assurde, c’è sempre una via d’uscita. Almeno per uno come lui. Insigne sta diventando grande: illumina più della stella polare e alla fine segna con una precisione chirurgica chiudendo il sipario su uno spettacolo che nessuno avrebbe immaginato così bello. Poi c’è Callejon che sblocca il risultato e corre come se si sentisse Usain Bolt a vent’anni. Ossigeno puro.

L’unico dato in controtendenza (almeno per ora) rispetto alla scorsa stagione, sono le reti subite: ZERO in questo preliminare. Il Napoli, infatti, ha alzato un muro invalicabile fatto di cemento e grazia allo stesso tempo: Kalidou Koulibaly. Perfetto, impeccabile ed impressionante.

Questo è solo l’inizio. Maurizio Sarri è partito da lontano tenendo per mano la sua creatura.

Non provate a fermarli, sarebbe inutile.

“ ‘A BONA CAMPANA SE SENTE ‘A LUNTANO”.