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Ghoulam è posseduto ed il Napoli ringrazia.

Il rischio di affrontare Spal e Cagliari dopo un turno infrasettimanale contro la Lazio ed una partita di Champion per lo mezzo, è proprio quello di andare in contro ad un calo di concentrazione. Detto, fatto.

Il primo tempo degli azzurri è la personificazione di un alunno sfaticato che siede all’ultimo banco, durante la prima ora di lezione di un lunedì qualsiasi di novembre. Peggio non potrebbe essere. Guarda distratto cosa gli succede intorno, capisce a stento cosa fanno i compagni di classe ed ascolta, senza alcuna convinzione di potercela fare, ciò che (da molto lontano) dice l’insegnante. Insomma, se fosse rimasto a letto a dormire, ogni sua cellula avrebbe lavorato di più. Poi segna Schiattarella e, qualcosa nel suo orgoglio, inizia ad infastidirsi. Per fortuna Insigne è arrivato a scuola bello carico e mette, immediatamente, le cose a posto.

Così non può andar bene però. Il Napoli è troppo blasonato per offrire questo spettacolo e la Spal troppo piccola per rovinarne i piani. Nel secondo tempo si comincia a vedere qualcosa di buono con Callejon che mette a segno la rete del vantaggio e Milik e Mertens che sfiorano le reti del K.O.

Tutto questo fino alla punizione di Federico Viviani che firma un pareggio inaspettato per i padroni di casa, ormai mentalizzati alla sconfitta.

Minuto 83’. Quell’alunno svogliato dell’ultimo banco, tiene un amico ancora più svogliato, uno che normalmente nemmeno ci va a scuola. D’improvviso, però, decide di vivere il suo momento di gloria ed ingaggia una serie di duelli (nemmeno si sentisse posseduto dal genio di Einstein) con i difensori biancazzurri. Galvanizzato dal successo carica il destro (arto mai avuto prima) ed infila il portiere nell’angolino. Gol e vittoria.

L’amico dell’alunno svogliato si chiama Faouzi Ghoulam.

Chiudiamo con un grande in bocca al lupo ad Arek Milik, davvero sfortunato come pochi. Tornerà e lo farà alla sua maniera con tenacia e serietà. Con la speranza che il tempo sappia veramente essere galantuomo.

 

“AL GATTO CHE DORME, NON CORRE SORCIO IN BOCCA”.