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Tutto è stato già detto. Quante lodi sono state cantate di questo Napoli e del suo allenatore. Evidentemente non è abbastanza.

Gli azzurri sono scesi in campo, per l’ultima al San Paolo, ed hanno strapazzato ad occhi chiusi una Fiorentina ancora in corsa per i preliminari d’Europa League.

Il Napoli è diventato uno schiacciasassi. Veste i panni della bellezza (perché non sa vincere senza mostrarsi) ed asfalta qualsiasi avversario si trovi davanti.  Una macchina oleata perfettamente con una punta di diamante scoperta “per caso” che rende perfettamente l’idea della grandezza di colui che siede su quella panchina e dirige l’orchestra tra un caffè ed una sigaretta.

Maurizio Sarri non ha paura di scoprire ed inventare, non ha paura di mettere in pratica le sue illuminazioni e Dries Mertens, l’ha ripagato immediatamente. Mostruoso il belga, ancora una doppietta per lui e poi ci sono un palo ed un gol misteriosamente mangiato. Dries, però, è fatto così, quando sembra una giornata storta s’incaponisce e, alla fine, ne segna due. Cosa dire, poi di Insigne? Abbandonata (un poco) la sua personale sfida con il tiro a giro, si è scoperto cecchino infallibile, visionario dal piede di velluto, fondamentale sotto porta ed in ogni parte del campo. A Callejon manca solo il gol. A Koulibaly, invece, non manca niente. Porta in vantaggio il Napoli e poi alza un muro che nessuno riesce a scardinare. Impeccabile, insuperabile, perfetto. Guai a farsi toccare uno con una classe del genere.

Cala così il sipario sul San Paolo, un saluto reciproco tra squadra e città, l’esaltazione di una passione, il ringraziamento per chi ha giocato meglio di chiunque altro e ci ha portato su qualunque campo (in Italia ed in Europa) a testa altissima.

Non importa quello che succederà domenica, non importa dove si arriverà, l’importante è come ci si è arrivati.

Con questo Napoli abbiamo appena cominciato a sognare.

 

“ACCADE IN UN’ORA, QUEL CHE NON AVVIENE IN MILLE ANNI”.