Chi pensava che, dopo il sorriso di Jorginho avesse visto tutto, non era certo preparato all’apocalisse. Apocalisse manifestatasi nelle sembianze di Fauzi Ghoulam. Si, avete capito bene proprio lui, il terzino sinistro dal piede ambiguo. Firma il 3-0 azzurro al Bentegodi e mette in cassaforte una partita che, in seguito ad un colpo di genio dell’altro terzino, genericamente noto come Hysaj, non risparmia il solito cardiopalma ai tifosi del Napoli, mestamente abituati a tale consuetudine. Ma partiamo dal principio.

Sarri spiazza tutti con la scelta di Milik al posto di Mertens e, quando diciamo tutti, intendiamo anche gli stessi compagni di squadra che, di fatto all’inizio, faticano a chiudere le solite triangolazioni in fase offensiva. Il campo, sorprendentemente bicolore, fa il resto e la partita stenta a decollare.

Vista la situazione difficoltosa ed animato da eccessivo fair play, ci pensa Souprayen a sbloccare il risultato con una rocambolesca autorete. Da quel momento in poi il Napoli comincia la sua ascesa, il raddoppio di Milik nasce da un gioiello di Insigne che, d’esterno, gli regala un pallone che dev’essere solo spinto alle spalle del disastroso portiere gialloblu. Il resto è “solo” storia di dominio incontrastato e del miracoloso gol di Ghoulam, di cui sopra.

Nella notte dei miracoli, ce n’è un altro da segnalare ed è quello della VAR. Non sappiamo quanto il nostro calcio sarà in grado di adattarsi alle nuove tecnologie ma, una cosa è certa, resterà nella storia il primo sconsiderato attacco alla vecchia signora: un calcio di rigore a sfavore, alla prima giornata di campionato.

La tecnologia non vuole avere padroni, almeno per ora.

“ACCADE IN UN’ORA, QUEL CHE NON AVVIENE IN MILLE ANNI”.