Provateci voi ad arrivare a San Siro, nemmeno il tempo di allacciarvi le scarpe e già avete fatto due gol che sono due capolavori. Provateci voi a reggere le iniziative rossonere con Jorginho in mezzo al campo più spaesato di un eschimese ai Caraibi. Sempre voi, provate a tenere il cuore sotto controllo per le parate di Donnarumma su Mertens e, soprattutto, dopo aver assistito alla sublime idea che illumina il piede di Insigne quando prova quel pallonetto da centrocampo.

Il Milan non è il Milan degli ultimi anni, è una squadra in forma, ha un tecnico (napoletano) bravo, ha vinto la Supercoppa. Il Napoli, però, ha un allenatore ancora più bravo e gli azzurri hanno vinto a San Siro da grande squadra. Soffrendo ma a testa alta, subendo ma senza perdere mai la propria identità. Ricordiamoci sempre che Ghoulam e Koulibaly stanno in Africa a sgambettare e, per gli azzurri, non sono esattamente due qualsiasi.

Tuttavia, per chi è devoto, per chi crede in un unico D10S, per chi dal calcio passa alla religione con la stessa naturalezza con cui si passa da veglia a sonno, sa che questo era l’unico risultato possibile. Era l’unico perché Diego Armando Maradona aveva fatto irruzione a Castelvolturno, aveva abbracciato tutti e…li aveva illuminati. Non si poteva fare uno sgarbo proprio a Lui. La Sua volontà è stata fatta.

I risultati utili, consecutivi, in campionato diventano dieci, quattordici comprese le coppe. Questo Napoli, orfano di un centravanti ma mai di se stesso, continua ad essere uno spettacolo più unico che raro in un calcio sempre più scontato.

 

“FACCIA TOSTA CAMPAJE, FACCIA MOSCIA MURETTE”.

Roberta Turco