Ottantuno% di possesso palla. Ottantuno% vuol dire che il Napoli ha giocato…contro il Napoli. Vuol dire che il Crotone ha toccato palla solo per battere il calcio d’inizio, qualche rimessa dal fondo e al massimo una rimessa laterale! Non c’è stata partita e, nonostante, le sterili polemiche che hanno tentato di sollevare nei salotti sportivi, la squadra azzurra ha dominato in lungo e il largo ed ha meritato la vittoria.

Il passato del Napoli racconta di una squadra che troppo spesso è andata in difficoltà con le piccole, troppo spesso ne ha subìto il ritmo lento ed ha perso man mano lucidità. Le piccole sono sempre state un po’ soporifere per gli azzurri. Ieri non è stato così. Ieri Insigne ha espresso tutta la sua classe, la terza rete è la più degna fotografia del Magnifico, l’ennesima perla di un giocatore ritrovato. Poi c’è Jorghino che inventa e gioca una marea di palloni facendo sempre la scelta giusta; Hamsik si conferma mostruosamente forte e Rog (ammonizioni permettendo) si vuole prendere le chiavi del centrocampo senza alcun rispetto delle gerarchie. L’unico fuori dal coro sembra essere Pavoletti, ancora lento ed impacciato, poco preciso sotto porta e con una velocità dimezzata rispetto alla media della squadra. Ha bisogno di tempo ma, mentre lui capisce il da farsi, Mertens entra e segna ancora. Dries non è più quello da far entrare a gara in corso, è quello che prende i palloni e li scaraventa in rete a prescindere dall’avversario e dai minuti giocati.

La vittoria era scontata sulla carta, ma il campo parla sempre un’altra lingua e allora, per non sbagliare, è meglio non sottovalutare niente e nessuno ed esultare perché una vittoria, è sempre una vittoria.

Il resto di questa domenica racconta di chi, dopo troppo tempo, è ritornato a casa. Fabio Quagliarella “figlio di questa città”. Bentornato.

 

“A COPP’ ‘O CUORIO, JESCE ‘A CURREJA”.