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Prima o poi cresciamo tutti. E’ la biologia che ci obbliga ad andare avanti.

Il modo in cui seguiamo la biologia, però, dipende da noi. C’è chi cresce senza imparare dagli errori o chi cammina per inerzia perdendosi qualsiasi ispirazione proveniente dal mondo esterno e poi c’è il Napoli di Maurizio Sarri, il Maestro per eccellenza.

Gli azzurri, partiti in sordina al Dall’Ara, tempo fa avrebbero probabilmente perso la gara contro i rossoblù. Troppa sofferenza iniziale, poca brillantezza e la dimostrazione che uno come Reina non si può sostituire con molta leggerezza

La biologia, però, dimostra che facendo tesoro degli errori passati, si può diventare qualcuno d’importante.

Come dicevamo il vecchio Napoli l’avrebbe persa, il Napoli grande di Sarri l’ha vinta.

3-0 senz’appello e senza lasciare spazio a sterili polemiche, pane quotidiano per i salotti sportivi. L’ha vinta senza brillare ma con una supremazia territoriale imbarazzante, con la classe di Zielinski che rileva un captano ancora fuori condizione, con lo stakanovismo di Callejon e con la caparbietà di Mertens. L’ha vinta con la solidità difensiva, unico neo dello scorso anno e punto di forza fino a questo momento. L’ha vinta con la consapevolezza della propria forza.

Mercoledì è di nuovo Champions, è di nuovo battaglia per chi ha appena cominciato ad affermare la propria crescita in Italia ed in Europa con la maturità dei veterani.

“CONTINUA A PIANTARE I TUOI SEMI, PERCHE’ NON SAPRAI MAI QUALI CRESCERANNO, FORSE LO FARANNO TUTTI”. Albert Einstein.