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Una partita strana, un finale che sembra quasi surreale. Da una squadra che passa la fase a gironi macinando un record dopo l’altro, non ti aspetti un’eliminazione così improvvisa. Da una squadra che al Madrigal ha creato non pochi grattacapi ai padroni di casa e che al San Paolo ha dominato per gioco ed intensità, non ti aspetti un epilogo del genere. Al fischio finale resti quasi ovattato, un po’ incredulo per un finale del tutto immeritato. Nonostante quest’eliminazione, il Napoli è vivo. La squadra di Sarri, che sta attraversando un calo fisiologico del tutto normale, ha affrontato gli avversari senza mai tirarsi indietro. Certo una caduta è sempre figlia di qualcosa ed allora possiamo trovare qualche neo nell’egoismo eccessivo degli esterni, con il genio di Insigne e Mertens che prima creano e poi distruggono perdendosi dietro vani tentativi di gloria. Si può guardare al nervosismo di Higuain (per i motivi di cui sopra) ma, non me ne vogliate, si deve guardare pure alla fortuna sfacciata di avversari che, contro il Napoli, diventano fenomeni per una notte e poi scompaiono per sempre dagli annali del calcio.

Questa Sfortuna, tuttavia, non deve diventare una giustificazione per le mancate vittorie ma un motivo di rabbia per l’immediata rinascita.

Il Napoli deve ripartire dalle innumerevoli certezze costruite sin qui. Senza coppe, la squadra di Sarri, può dedicarsi solo al campionato e a questa corsa forsennata che ha cominciato quasi per caso e che, adesso, la porta a ridosso di una Juventus schiacciasassi.

Questo Napoli è figlio di un popolo che non muore mai. Siamo ancora vivi. Tutti quanti.

“SE BASTASSERO I DESIDERI, I POVERI ANDREBBERO IN CARROZZA”

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

5 COMMENTI

  1. Nessuna sfortuna

    la sfortuna UNICA è che a Napoli – ma da un pò in tutt’Italia – è stata distrutta deliberatamente qualsiasi logica imprenditiva…figurarsi imprenditoriale.
    Da noi prima che altrove… e pertanto ci dovremmo accontentare dei De Minimiis altrimenti avremmo i De Nullius.

    Gli imprenditori …i veri imprenditori… vedono i loro eventuali guadagni (anche enormi..) o le loro eventuali perdite (anche enormi) SOLO come la consueguenza di un obiettivo ralizzato o meno.

    Questi veri imprenditori, a cui SOLO si deve il progresso economico ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutti semplicemente NON ci sono più.

    Nella migliore
    delle ipotesi sono una minoranza irrilevante composta da stranissimi
    soggetti considerati da tutti gli altri fuori dal mondo … fuori dal loro mondo fatto di corruzione ed abbassamento della sertietà (il rispetto proprio ed altrui e delle cose proprie ed altrui) sin nel midollo, da NON accorgersi più… che sono – come sempre – comportamenti delittuosi sebbene vengano ammessi solo perchè una legge iniqua li approva, o ha smesso di perseguire.
    Ma un delitto NON è meno pericoloso se viene abolito, anzi diviene fatto assai più pericoloso, perchè maggiormente si diffonde minando nelle fondamenta la fiducia nelle relazioni sociali.
    La qual cosa determia altri abbandoni della vita produttiva.
    La crisi economica… è alla fine questa, SOLO!

    Abbiamo da decenni sedicenti imprenditori che in realtà sono solo dei politici…con altri mezzi… e che vivono ed ingrassano solo perchè in qualche modo collegati a chi decide per un sedicente quanto fasullo consenso che mistificandone il nome chiamano…democrazia.

    Queste dinamiche determinano NECESSARIAMENTE le attività di potere così chiamate se alla luce del sole…se invece si sostanziano come atti considerati ancora inconfessabili, ma sempre più numerosi, le si chiama corruzione, complotto, o quant’altro.

    Se fosse solo un tifo quello per la mia squadra … mi sarei dimesso da decenni.

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