Condivisioni 1

“Peccato per l’infortunio di #Insigne. (Ah no, stava bene). Che amarezza”,questo il tweet ironico di Pierluigi Pardo, giornalista Mediaset, incredulo per l’esclusione di Insigne.

Fonte:

tuttonapoli.net

  • AntonioMarano

    Riporto…
    E’ inutile insistere, la via della guarigione, Aurelio, l’aveva indicata. Non volete capire e siete radicati ad un sistema fallimentare.
    Il calcio non è più passione e sacrificio per esso, ma una fabbrica che muove denaro risultando addirittura terza forza in Italia.
    Lo volete capire?
    Per gestire queste cose ci vuole organizzazione e menti elastiche pronte ad essere imprenditori del pallone e non politicanti al soldo delle banche.
    Lo volete capire che “il banchiere laziale” e compagni hanno messo insieme un settore da cui non se ne esce, che manco il miliardario indonesiano ci è riuscito? Tutti i miliardari succeduti, falliti, inquisiti e spariti dal pallone… mentre loro ci stanno sempre!
    Il DeLa ha approfittato di tali agganci; si è preso il vantaggio; se li è “appecorati” e ora che combatte per il vertice, deve lottare da fuori e da dentro perché c’è gente che non capisce.
    Mi dite che c’entra con una Italia fuori dal mondiale 2018.
    C’entra, cavolo che c’entra!
    E’ una lobby! Non si muove foglia se non si produce debito a favore di!!!
    Quello che non conviene si fa; anzi più è fallimentare e più si persegue.
    Le alternative?
    Altre lobby. Non c’è scampo!
    Dovrebbe intervenire la politica, ma è uno Stato che non è governato da anni e quindi che speranze abbiamo?
    Settori giovanili? Ma finiamola con queste sciocchezze! Abbiamo più scuole calcio che scuole dell’obbligo in Italia.
    1) Mancanza di cultura sportiva.
    2) Tutela di chi si assoggetta alle scelte dei politicanti in federazioni a discapito del talento.
    3) Disorganizzazione nella gestione delle risorse dei settori giovanili (prostituzione verso squadre minori per chiedere un minutaggio in campo congruo del proprio tesserato).
    4) Possibilità d’investire affossata dalla burocrazia e comunque già fallimentare in partenza grazie al poco sviluppo nei campionati che contano (necessitano le seconde squadre come avviene nei maggiori campionati d’Europa).
    5) Le squadre che producono debito devono essere trattate come qualsiasi azienda di ogni settore. Si va in galera o ne paghi per sempre penalmente i danni.
    6) Meno squadre e più attrezzate.
    7) Meno potere ai procuratori.
    8) Stadi moderni e che siano uno sprono per frequentarli e non un sacrificio a seguito di una passione.
    Non è così difficile!!!

  • Marittiello, detto Mary – FNS

    ri annoto:

    ho letto l’odierna “lode” pro ADL del zuccala’ maranese
    fino a
    … ” lo volete capire? ”
    quando fortunatamente l’avutamiento ‘e stommaco
    si e’ tramutato in una risata irrefrenabile
    da convulso…

    ma pe’ piacere …

    FNS, nonostante ADL grande elettore di Tavecchio

    • Fra’ Papp0ne© – aka Prudenzio

      Occhio al ”dentro e fuori”…

      • Marittiello, detto Mary – FNS

        cosa rischio ?
        l’ avutamiento o lo scompiscio ?

        nel dubbio… desisto

        • Fra’ Papp0ne© – aka Prudenzio

          Rischiamo tutti.

  • AntonioMarano
  • symbian

    Che tristezza c’è gente che è felice perchè l’Italia non parteciperà ai mondiali in Russia…..

    • AntonioMarano

      Io no, tremendamente dispiaciuto, ma era un fallimento annunciato!

  • Wpocho

    Riconosco i miei peccati: nun me ne fotte proprio.
    Del resto sarebbe stata una comparsata.
    Il calcio è l’ennesima cartina al tornasole del decadimento socio-culturale in cui stiamo sprofondando.
    Restando allo sport, non solo quelli di squadra, come ho letto, sono da anni in decadimento, basti pensare al tennis che non esprime un atleta di valore dai tempi di Panatta e per non parlare dell’atletica leggera, vera Cenerentola dello sport nostrano.
    Cambierà??
    Se, se…

    • AntonioMarano

      Il tennis, in Italia, è sempre stato elitario. In pratica è difficile trovare il talento in così tanti filtri.
      L’atletica leggera è uno sport difficile che richiede grandissimi sacrifici, grandissimi maestri, grandissimi impianti sportivi. Qui a Marano si è cercato di fare qualcosa ma il gestore mi disse che il calcio faceva da asso pigliatutto e invadeva gli spazi dedicati a tale attività.
      Ora si sta cercando di fare qualcosa con il rugby… speriamo!
      E’ una questione di cultura: sport acquatici e scherma resistono grazie a delle nicchie che resistono, ma anche loro soffrono i pochissimi investimenti.
      Tieni presente che molti paesi del terzo Mondo sono cresciuti e non ci hanno messo nulla a superarci.

      • Wpocho

        È certo, perché ormai sono diversi lustri che i bambini sognano di fare da grandi la velina o il calciatore.
        Questi sono i modelli che arrivano dalla società, a partire dalla famiglia.
        Sacrifici?? E chi è più disposto a farli nel paese del Bengodi?
        Una volta avevamo una scuola di pugilato di grande livello, ora se vai nelle palestre ci trovi solo ragazzi sudamericani e nordafricani.
        Non credo più nei miracoli, perché per abbattere il sistema politico-mafioso che ha fagocitato tutto il possibile portandoci oltre il baratro non basta “la coscienza civile” che si continua ad evocare, ci vuole la rivoluzione. E chi la fa, io te ed El Fuser?

    • Fra’ Papp0ne© – aka Prudenzio

      Quello che traina UNO sport e’ il campione (esempio: Tomba –> sci; ora lo sci non se lo fila nessuno).
      Quello che traina un INTERO movimento sportivo e’ lo stato di benessere del paese: i professionisti si creano facilmente con soldi e strutture adeguate. Certo non puoi avere la certezza di trovare il Campione, ma almeno non farai mai brutte figure.
      In effetti quando il nostro atleta di punta e’ Bebe Vio (onnipresente nelle pubblicita’), qualche domandina me la farei, su come nutriamo i nostri bambini, su come impiegano il loro tempo, se abbiano un minimo di cultura del sacrificio che non sia farsi un selfie o guardare youporn a dieci anni.

      • i bambini continuano a fare anche sport ma è finalizzato a mo di ludoteca per i genitori ed a fini economici per gli istruttori … manca una politica sportiva di grande respiro ….. il talento ci sarebbe, manca la voglia di scovarlo ed alimentarlo