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Ecco alcuni estratti dell’articolo di Antonio Giordano per Il Corrieredellosport

Cos’è un contratto, se non un’emozione da condividere? Perché i soldi, e si sa, mica sono tutto nella vita! E allora c’è bisogno d’altro, mercoledì (o giovedì), quando cominceranno ad alzarsi le prime fumate, impossibile da decodificare adesso che nel 50% di possibilità che Sarri resti c’è pure scritto il 50% del suo senso di disorientamento. E allora: ci sarà da guardarsi in faccia, occhi negli occhi, e dirsi qualsiasi cosa e senza negarsi nulla, stavolta senza la necessità che ci siano microfoni a far da diffusori; e non esisteranno strategie economiche, non è un centesimo in più che sposta, a quei livelli; né bisognerà riparare con qualche paracadute. Il contratto per Sarri e per De Laurentiis, per entrambi, non saprà di convenienza estrema ma d’empatia: bisognerà che l’uno e l’altro, nel dialogo magari anche convulso, sentano d’essere partecipi del Progetto, lo avvertano nelle forme e nelle dimensioni, lo smontino e lo ricostruiscano, lo modellino a immagine e somiglianza, ricordando ciò ch’è stato, attraverso la complice partecipazione di Andrea Chiavelli, l’ad, e Cristiano Giuntoli, il ds.

AMBIZIONI – Ciò che Sarri dovrà dire a se stesso, innanzitutto, è quel che sta avvertendo ora, dopo che il San Paolo gli si è schierato al fianco, soffiandogli addosso tutto l’amore che sente, e quel che la squadra gli ha bisbigliato: «E io devo avere il 101% per ricambiare». C’è un uomo combattuto, adesso: sa che qui c’è un Paradiso e che però nel calcio esiste il rischio che il vento cambi, complici i risultati, e trascini nel Purgatorio. E quindi: si partirà dal mercato, in linea con le potenzialità economiche del club ma proiettato verso le umanissime aspirazioni; e si continuerà con il Centro Sportivo, da abbellire e da arricchire; e si atterrerà sulla comunicazione esterna, cioé il messaggio chiarissimo da trasmettere alla gente, sugli obiettivi.

De Laurentiis ha detto e ribadito varie volte che lo adora e, tra una dedica e l’altra, ha fatto una serie di allusioni per niente vaghe su alcuni particolari: la rotazione di un organico in una formazione inchiodata su un gruppo meno ampio di quello disponibile, una clausola che esiste per l’anno in corso ed anche per quello che verrà, particolare non irrilevante; tutti temi che verranno affrontati nel loro incontro, con la volontà di De Laurentiis di cancellare entrambe le rischiose annotazioni, rimodulando l’accordo pure economicamente attraverso un riconoscimento sostanzioso (da 1.75 e tre milioni di euro) e poi lasciando che sin dal 22 maggio, possibilmente, si posino le prime pietre per rifare Castel Volturno.

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