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Nella sfida di domenica sera al Meazza il giro di boa di entrambe: Spalletti per riprendere la marcia Champions e onorare al meglio i 110 anni del club, Sarri per dare un segnale di forza dopo il ko con la Roma e continuare a tenere vivo il campionato più combattuto degli ultimi anni. Con il Napoli mai così bene in trasferta, e che proprio lontano dal San Paolo deciderà il suo destino.

Che il momento non sia dei migliori, da una parte e dall’altra, è presto detto. Da un lato della barricata l’Inter. Due vittorie nelle ultime 11 uscite, in una picchiata che da dicembre ha portato i nerazzurri dalle posizioni di vetta all’attuale quinto posto, fuori dalla zona Champions. Dall’altro il Napoli, che dopo l’eliminazione dall’Europa League ma soprattutto dopo il ko della scorsa settimana in casa contro la Roma, avrebbe – e ha – bisogno di ritrovare immediatamente di più. Nella sfida di domenica sera a San Siro c’è qualcosa di più che il semplice crocevia della stagione. L’Inter per riprendere sul serio la sua marcia (e non ce ne voglia il Benevento, squadra che ha riportato i nerazzurri alla vittoria); il Napoli per lanciare un segnale forte al campionato, per provare a dirsi – e dire – che sì, quello con i giallorossi, è stato solo uno scivolone

Inter-Napoli, chi rischia di più? A San Siro il crocevia della stagione di entrambe

Nella sfida di domenica sera al Meazza il giro di boa di entrambe: Spalletti per riprendere la marcia Champions e onorare al meglio i 110 anni del club, Sarri per dare un segnale di forza dopo il ko con la Roma e continuare a tenere vivo il campionato più combattuto degli ultimi anni. Con il Napoli mai così bene in trasferta, e che proprio lontano dal San Paolo deciderà il suo destino.

Che il momento non sia dei migliori, da una parte e dall’altra, è presto detto. Da un lato della barricata l’Inter. Due vittorie nelle ultime 11 uscite, in una picchiata che da dicembre ha portato i nerazzurri dalle posizioni di vetta all’attuale quinto posto, fuori dalla zona Champions. Dall’altro il Napoli, che dopo l’eliminazione dall’Europa League ma soprattutto dopo il ko della scorsa settimana in casa contro la Roma, avrebbe – e ha – bisogno di ritrovare immediatamente di più. Nella sfida di domenica sera a San Siro c’è qualcosa di più che il semplice crocevia della stagione. L’Inter per riprendere sul serio la sua marcia (e non ce ne voglia il Benevento, squadra che ha riportato i nerazzurri alla vittoria); il Napoli per lanciare un segnale forte al campionato, per provare a dirsi – e dire – che sì, quello con i giallorossi, è stato solo uno scivolone.

Basterebbe questo per raccontare l’attesa intorno a quella che è inevitabilmente la partita più accattivante del weekend, se non fosse che ci sono anche da sottolineare anche altri numeri, dati e avvenimenti.

Inter, festa per i 110 anni e voglia di riscatto

Ad attendere il Napoli a San Siro ci sarà uno stadio pronto a farsi sentire. Giusto ieri – 9 marzo – i nerazzurri festeggiavano i 110 anni della nascita del club, e al Meazza coreografia – e pubblico – saranno chiaramente quelli delle grandi occasioni. Da aggiungere a questo in casa Inter sembra esserci il ritrovato ottimismo di Spalletti in termini di uomini a disposizione. Sono pochi i dubbi attorno alla formazione nerazzurra per il big match contro il Napoli. Il rebus più grande potrebbe essere rappresentato dal centrocampo dove Brozovic, Rafinha, Gagliardini e Borja Valero sono in corsa per due posti in mediana: favoriti Borja (davanti alla difesa) e Rafinha (a ridosso della punta). Restano certi i titolari, ovvero Handanovic, Cancelo, Skriniar, Miranda e D’Ambrosio dietro e Vecino in mezzo al campo. Tridente d’attacco composto da Candreva, Perisic e Icardi. Insomma, Spalletti ritrova tutto le migliori opzioni possibili di questa stagione e ciò non può essere un dato da prendere in considerazione, specie dopo il periodo di relativa tranquillità delle ultime settimane.

Reduce anche dallo stop forzato nel derby, l’Inter si avvicina al match con le incognite dei risultati nelle ultime settimane ma certa anche di aver assolutamente ricaricato le batterie. Insomma, in casa nerazzurra per ambiente, occasione e voglia di riscatto tutto sembra essere caricato a mille. E questo è un aspetto che può essere pericoloso per il Napoli.

Napoli, mai così bene in trasferta, ma il difficile arriva adesso…

Occhio però che il Napoli mai nella sua storia è andato così bene in trasferta. Trentasette punti raccolti in 13 partite: 12 successi e un solo pareggio, a Verona, contro il Chievo, all’inizio dello scorso novembre. La stagione meravigliosa dei partenopei è incastonata anche dentro queste statistiche, che però – mai come in questa occasione – sono “minacciate” appunto da ciò che è successo settimana scorsa al San Paolo.

Perché se è vero che i numeri sono quasi tutti con Sarri, altrettanto lo è che il Napoli il banco di prova ce l’ha dal punto di vista psicologico. Lo schiaffo gol di Dybala all’Olimpico+1-3 a firma Roma è inevitabilmente uno di quelli che può lasciare il segno, e nel banco di prova di San Siro quelli più attesi sono paradossalmente proprio quelli che meglio di tutti sono andati in questa stagione lontano da casa. Anche perché in fondo questo è il primo dei 3 test chiave lontano dal San Paolo: oltre alla trasferta con l’Inter, da qui alla fine, il Napoli tornerà a Milano per il match col Milan e andrà a Torino per lo scontro diretto contro la Juventus. Traduzione? Nonostante lo strepitoso cammino stagionale, il momento della verità arriva adesso.

Dal punto di vista della formazione, sebbene manchino ancora di fatto più di 24 ore, Sarri è pronto ad affidarsi al rientro di Hamsik, a risolvere così ogni possibile grana (specie dopo la brutta prova di Zielinski dopo la Roma). Il resto è cosa nota, col tridente confermatissimo e con un Mertens in gol per un totale di 6 volte nelle ultime 6 partite. Nessuna novità dunque davanti e nessuna novità su una squadra che ha avuto fin qui il merito di guidare e rendere vivo uno dei più bei campionati degli ultimi anni; ma attesa ora alla prima vera prova del nove della fase decisiva, per non compromettere tutto sul più bello e continuare a tenere incollati tutti gli appassionati fino alla fine.

I CONVOCATI 

Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Tonelli, Mario Rui, Hysaj, Koulibaly, Milic, Maggio, Diawara, Jorginho, Allan, Zielinski, Hamsik, Rog, Machach, Callejon, Insigne, Ounas, Milik, Mertens.

Fonte:

eurosport

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