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Troppo spesso si sono utilizzati periodi ipotetici per argomentare circa l’“utilità” o meno di uscire dalle coppe europee al fine di potersi concentrare completamente sul campionato. C’è chi dice che giocare di più toglie energie e chi, invece, afferma che passare un turno di una competizione europea galvanizza a tal punto da crearne delle nuove.
Questo non lo sapremo mai, la controprova non esiste, purtroppo. Il Napoli ha oggettivamente fatto una scelta soprattutto in terra Ucraina, quando, si decise di fare un, seppur minimo, turnover in modo da schierare tutti i titolatissimi in casa con il Benevento. Stesso discorso per l’andata della gara con il Lipsia, squadra ampiamente battibile e che, addirittura, è andata vicinissima alle semifinali di Europa League.

A margine di questa tre giorni europea è possibile effettuare un’analisi oggettiva di quelle che sono le semifinaliste europee. Prendendo in considerazione solo la Champions, ciò che emerge immediatamente è che ben 3 squadre su 4 sono lontanissime da poter vincere il campionato nel proprio paese, anzi, non sono ci andranno neanche vicino. Liverpool, Roma e Real sono rispettivamente a 17, 21 e 15 punti dalla prima in classifica.

Dove sono la Juventus, il Barcellona, il PSG ed il City? L’anno dei Mondiali è caratterizzato da un tipo di preparazione leggermente più complessa ed i moltissimi impegni possono portare ad un diverso approccio.
Chi è in lotta per lo scudetto o chi l’ha già vinto (al netto del Bayern) è fuori dalle competizioni europee e, visto e considerato, che il Napoli si sta oggettivamente giocando ancora il campionato può rientrare in questa piccola categoria che comprende anche le squadre di Europa League (al netto del Salisburgo campione in Austria).

Fabio Palmiero

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