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Dopo aver lottato strenuamente per mesi, giocare un match che non conta più per la classifica puo’ essere avvilente per un gruppo di professionisti di valore. E soprattutto dopo il doppio colpo mortifero della scorsa settimana targato Juventus e Fiorentina.
Ma il Napoli trova le forze per onorare il pubblico di Marassi, abituato al bel calcio, con una gara splendida ed a tratti divertente e vincente. Anche i blucerchiati di Giampaolo sono una squadra che propongono un calcio palla a terra ed offensivo. Ci hanno provato per gran parte della stagione con un super Quagliarella poi un gran crollo fino a fine campionato.
La successione Sarri-Giampaolo e’ gia stata sperimentata con successo ad Empoli e chissà se raccoglierà consensi anche sotto il Vesuvio dovesse andare in porto. Ma i napoletani sicuramente sperano in profili internazionali per tentare di ridurre sempre più il gap dalla capolista, Juventus. Stasera ufficialmente vincitrice del settimo titolo consecutivo. Il più faticoso.
La Juventus festeggia, gli azzurri devono pensare al futuro. In attesa dell’ultima giornata e tutti i verdetti, gli azzurri battono la Samp, i bianconeri pareggiano a Roma e sono 4 i punti di distanza tra le prime della classe.
Sarri anche a Genova con i suoi fedelissimi. Proprio non gli va di concedere spazio alle seconde linee, che sono state a guardare le gesta dei compagni. Il tecnico è stato sempre coerente col pensiero, sempre avanti con i big in campo dal primo minuto.
Il Napoli, in giallo: crea occasioni, muove la palla con precisione, domina. Secondo le sue consolidate abitudini. Va in gol con Mertens, il var annulla.
Calano leggermente gli azzurri ad inizio ripresa, su un terreno ormai zuppo di pioggia.
Ma e’ superiore, e vuole vincere dopo la disfatta di Firenze.
La svolta arriva con i cambi. Con Hamsik, Milik e Rog. Bastano 5 minuti al polacco per cambiare la storia di Samp-Napoli. Gol. Questo ragazzo si è rotto due volte, ma puntuale timbra il cartellino quando entra per Mertens. Ma che acquisto ha ed aveva fatto il Napoli all’epoca? Il futuro degli azzurri è sicuramente nei piedi di Arek Milik.
Il vantaggio partenopeo, meritatissimo, innesca l’idiozia della curva blucerchiata, e ci vuole il presidente Ferrero per fermare i cori razzisti e far riprendere la gara dopo la sospensione di 4 minuti. Ci vorrebbe un bel segnale per la prossima stagione: Franchi e Marassi chiusi per le prime 5 giornate. Ma i segnali in questa nazione sembrano non esistere.
Albiol raddoppia e chiude una gara da vero Napoli, che ritrova se stesso, come se – nelle ultime settimane – nulla fosse successo. Forse è la migliore stagione del centrale spagnolo.
Giunti al finale con le passerelle, i saluti e gli addii. Il Verona allo Stadium saluterà la serie A, il Crotone cercherà una miracolo salvezza al San Paolo.
E poi? Che ne sarà di Allegri e Sarri? Magari il prossimo anno non si ritroveranno contro in Italia.

GIUSEPPE LIBERTINO

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