Uscito dalla Champions, gli obiettivi del Napoli in questo ultimo scorcio di stagione sono: secondo posto in campionato, a discapito della Roma, ed il ribaltamento del risultato di andata in Coppa Italia contro la Juve al San Paolo, per poi puntare dritti alla finale della Coppa Italia.

La Champions ha garantito alle casse del Napoli circa 70 milioni. Più gli incassi dal botteghino. Ma soprattutto ha lasciato nei tifosi una certezza: il Napoli può avere un futuro importante.

Nonostante alcune lacune ancora presenti nella rosa, infatti, nonostante la giovane età di molti protagonisti, nonostante la struttura societaria non da big europea (ne abbiamo parlato nel precedente articolo della rubrica “A conti Fatti”), la partita di ritorno al San Paolo contro il Real Madrid ha dimostrato che la direzione è quella giusta per competere in futuro con le big europee, e che ora bisogna crescere.

Per il Napoli quest’anno non c’è altra strada che implementare e migliorare la rosa. Lo diciamo adesso, molto tempo prima dell’inizio della campagna acquisti. Se anche quest’anno si assisterà alla ricerca della plusvalenza del giovane diventato campione, da rivendere per ricompare un altro giovane su cui scommettere, significherà una cosa: il Napoli è destinato ad eterna seconda o terza.

Sono tuttavia convinto che questa estate la situazione sarà diversa. Se lo sfogo di De Laurentiis dopo la partita di Madrid è stato inopportuno nei toni e nei modi, ha almeno rivelato una cosa positiva: quello sfogo ha mostrato il volto di un Presidente finalmente tifoso. Di un Presidente incazzato. Mi sbaglierò, ma quello sfogo inopportuno e condannabile, mi ha lasciato di positivo almeno questa sensazione. Spero di non illudermi.

Perché sia l’anno della svolta è necessario, a mio avviso, partire dalla riconferma dell’allenatore. Sarri avrà mostrato anche dei limiti, soprattutto nella “lentezza” con cui ha fatto ruotare la rosa e con cui si è fidato dei nuovi acquisti che, a mio avviso meritavano fiducia già prima. Ma resta tuttavia un ottimo allenatore, che fa giocare la squadra a tratti meravigliosamente. Un allenatore che quest’anno ha dovuto far di necessità virtù, vincendo prima la “scommessa” Milik e, successivamente, dopo il suo infortunio, anche quella di Mertens inventato centravanti ed autore di una stagione superba. Sarri è inoltre un uomo che conosce già l’ambiente, i giocatori. Può e deve essere il pilastro su cui costruire il Napoli del futuro. Cambiare sarebbe una scommessa, perché tanto il Napoli un Conte non lo comprerà.

Se la speranza è che l’acredine di Madrid tra Adl e l’allenatore sia stata superata, più problematica si fa a situazione se si pensa al rallentamento dei rinnovi di Mertens ed Insigne. Altri due giocatori su cui il Napoli prossimo non può prescindere. Secondo voci ricorrenti, se tra il Napoli ed Insigne negli ultimi tempi c’è stato un riavvicinamento, coronato dal titolo di re della “cazzimma” da parte di Adl, sempre secondo le voci ricorrenti, invece, la splendida stagione di Mertens lo sta allontanando dal Napoli. Pare che sul giocatore belga siano piovute offerte inglesi (l’ultima voce che si sussurra è anche quella di una offerta cinese da parte de club di Cannavaro) che avrebbero fatto sbandare il belga e fatto rallentare un rinnovo che, solo a Dicembre scorso, sembrava solo ordinaria amministrazione.

Altro tassello fondamentale resta Khoulibaly. E’ vero che quest’anno, soprattutto da quando è tornato dalla Coppa D’Africa, è sembrato meno brillante, ma resta un giocatore importante, anzi fondamentale per i Napoli. E’ uno di quei calciatori della rosa che potrebbe in estate ricevere importanti offerte. Deve restare, visto anche che Albiol, giocatore ottimo, fondamentale anche lui, questa estate potrebbe voler cambiare aria per ritornare nella natia Spagna e visto il fallimento, almeno fino ad ora, delle opzioni Maksimovic/Tonelli. Sarebbe quindi auspicabile un nuovo investimento in questo reparto.

Non vedrei male un rinnovamento sulle fasce. Ghoulam e di Hysaj non sempre mi esaltano. Mentre per il centrocampo, lo abbiamo già detto, c’è da trattenere i giovani. Senza se e senza ma. Mentre è da valutare invece la posizione di Jorginho e di Allan in relazione a quanto di meglio offre il mercato.

Discorso analogo per l’attacco. E’ obiettivamente difficile cambiare l’attacco più prolifico della Serie A. Non si può prescindere dalla riconferma di quelli che ci stanno (compreso Mertens), mentre è da valutare se continuare ad aspettare il vero Pavoletti o se investire su un giocatore di prospettiva.

Insomma, mi sono già proiettato all’estate. Ma a volte le cose è meglio dirle in tempo. Ed allora ho approfittato di questa strana settimana in cui, dopo tanto tempo, il Napoli non ha giocato, per lasciarmi andare ad una piccola digressione di calciomercato.

Mi fermo qui, concentriamoci ora sui due obiettivi importanti rimasti. Per il mercato ed il miglioramento della squadra avremo tempo di sprecare fiumi di inchiostro a tempo debito.

Francesco Squitieri