Forse solo il Napoli di Maradona era così convincente ed autorevole in campo come quello visto nell’ultima parte di questa stagione. Se non avessimo perso punti importanti nei mesi di ottobre e novembre, dopo gli infortuni a Milik e ad Albiol, quando la squadra, già orfana di Higuain, si ritrovò priva del nuovo attaccante e con nuovi equilibri tattici da reinventare, forse ora non staremmo qui a sperare di acciuffare un secondo posto che questo Napoli lo avrebbe meritato senza essere costretto a doverlo rincorrere.

Un secondo posto che garantirebbe almeno 30 milioni di euro in più, derivanti dal passaggio diretto in Champions League, da poter utilizzare fin da subito per rinforzare la squadra. Tantissimi soldi per una società che fattura 120-130 milioni di euro. Ai quali quest’anno si aggiungeranno gli oltre 70 milioni guadagnati dal percorso in Champions League degli azzurri (escludendo i guadagni al botteghino delle singole gare) e l’incasso della seconda tranche derivante dalla vendita di Higuain.  Un Napoli, quindi, che per la prima volta nella sua storia potrebbe avvicinarsi ad un fatturato che sfiorerebbe i  300 milioni.

Questo Napoli di finale di stagione, se da un lato fa aumentare il rammarico per quello che poteva essere e non è stato, dall’altro lascia ben sperare per il futuro. Sembra infatti aver trovato una compattezza ed una brillantezza di gioco, che ha i suoi fari in Insigne e Mertens in primis, ma anche in un centrocampo in cui Hamisk fa da chioccia ad un gruppo di giovani che sono cresciuti molto durante la stagione in corso e che hanno ancora ampi margini di crescita in quella prossima. Ma questo non basta

Il recente pareggio contro il Sassuolo (e non solo) evidenzia che questa rosa, pur esprimendo un gioco bello e brillante, difetta ancora in carattere. La prossima sessione di calcio mercato estivo dovrà essere finalizzata a colmare soprattutto questa lacuna, oltre che a raggiungere l’obiettivo di ridurre gap tecnico con la Juve.

I rinnovi di Insigne e di Mertens lasciano sperare in un cambio di strategia della società nel prossimo mercato: non più rivendere il giovane campione che nel frattempo è stato valorizzato, realizzando copiose plusvalenze, ma confermare la squadra attuale e migliorarla con innesti mirati. E con giocatori di esperienza, si spera.

Ed è questa la strada da seguire per non essere l’eterna incompiuta. Il Napoli di De Laurentiis è ad un bivio gestionale. Deve decidere se vuole osare e crescere o se vuole essere sempre la seconda o terza forza, che riceve tanti bei compimenti, ma con la bacheca dei trofei semivuota.

Ho la sensazione che questa volta il Presidente si sia deciso ad intraprendere la strada della crescita. La città ha bisogno di vincere qualcosa. I 30 anni dall’ultimo scudetto, festeggiati proprio nei giorni scorsi, hanno fatto rivivere a tutti noi delle emozioni che non vediamo l’ora di rivivere: la festa, la gioia, i pianti, l’azzurro, i canti, i caroselli, gli abbracci.

La prossima campagna acquisti estiva rappresenta quindi un momento di svolta per la società. E di verità per i tifosi azzurri. Ma molto dipenderà anche da questa giornata. I cammini virtuosi infatti si costruiscono gradualmente e stasera è una tappa fondamentale, per 30 milioni di buoni motivi. Purtroppo non dipende solo da noi, ma come diceva il campione di  basket Michael Jordan: “Posso accettare di non riuscirci, ma non posso accettare di non essermela giocata fino in fondo”. Credici Napoli!

Fonte:

Sole 24 Ore