Chi pensava che sarebbe stata una passeggiata tra le bellezze storiche e naturali della Sardegna, si sbagliava di grosso.

Il Napoli l’ha resa tale ma niente era così scontato. La squadra di Sarri ha fatto da padrone in casa d’altri ma, dopo le ultime partite, c’era il rischio di calare soprattutto mentalmente.

Nessun calo, nessuna sbavatura, solo puro dominio espresso con quel marchio di fabbrica che Sarri sta inculcando nel DNA di tutti tutti: un gioco di un altro pianeta.

Sin dai primi minuti si è capito che gli azzurri erano scesi in campo con il piglio giusto, con Hamsik che tocca più palloni di un giocoliere alle prese con un guinness world record, Insigne che si ricorda tutta la sua classe, Mertens che si sente Van Basten e Zielinski che è un fenomeno.

Vincere era fondamentale per dare continuità ad una forza ritrovata, per recuperare il terreno perso in campionato, per ricordare a tutti chi gioca il calcio migliore, per dimostrare a sé stessi che non si è orfani di niente e di nessuno. Sarri non sbaglia e ritrova anche Jorginho, protagonista indiscusso della scorsa stagione (e di inizio campionato), si rivedono anche Strinic e Chiriches.

Adesso Torino e Fiorentina prima di Natale, poi tutto il resto. Poi il Real, perché la palla è rotonda per tutti.

 

“AL NEMICO CHE FUGGE, PONTI D’ORO”.