Vien voglia di parafrasare Maurizio Costanzo: una Coppa coui baffi, buona Coppa a tutti. Da oggi, martedi, scatta ufficialmente l’operazione America’s Cup che sembra una di quelle impossibili corse in terza ruota, per usare termini ippici. Napoli prima beffata da Venezia, mentre le autorità facevano il souplesse come i pistard del ciclismo, inchiodati sui pedali un bricolo avanti e uno indietro, ecco gli amministratori della città lagunare piombare in Inghilterra e firmare tutto. Venezia sorpassa Napoli, titolo scontato ma efficace. Poi è partita la rincorsa, e complice la trasferta del Napoli a Manchester per la sfida col City ecco un’altra impresa sportiva. C’è la firma, a Napoli una sfilata dell’America’s Cup in scala: ricordiamo che nelle world series gareggiano i prototipi delle barche si contenderanno la coppa che ha più di 150 anni, 45 piedi contro 72. Subito progetti e plastici inondarono studi di progetto e menti fantasiosi: ecco come diventerà Bagnoli, ecco lo spettacolo da Nisida occhieggiando Procida, Capri, Ischia. Macchè, tutto da rifare. Veti e controveti, sussurri (c’è chi non vuole la Coppa a Napoli, spaziando dalla Magistratura alla Politica istituzionale, incroci di veleni tra vecchi e nuovi fusti, assetti da ritrovare) insomma un caos che si scontrava con la sbandierata, ed in effetti, veritiera sinergia istituzionale a mo’ di moschettieri per avere la Coppa a Napoli. Uno per tutti, tutti per uno. Nel corso della presentazione a Castel dell’Ovo si rotolava tra bignè di parole, si scivolava su piste di sapone tanta era la cordialità. Poi, percorso in salita. Fino però al fatidico sì. Perdere le gare della Little Anerica’s sarebbe stato oltre ad un danno d’immagine un tracollo economico, con penali di centinaia di migliaia di euro. Dunque, si farà. E sarà una Coppa coi baffi, quelli davanti alla cartolina di Napoli, il mare che luccica e il Vesuvio sullo sfondo. Da oggi si comincia a lavorare, avverte il presidente del comitato organizzatore Paolo Graziano. Si, ma come? Per far cosa? E’ tutto un pissi-pissi: mostre di qua, rassegne di là, sfilate e parate, concerti e circoli in abito da festa. Vedremo. A meno che di sera non ricorreremo alle bancarelle di Rotonda Diaz: acqua, limone e bicarbonato, dotto’? Già, soffro di acidità di stomaco. Buon vento.

Gianfranco Coppola