La partita più importante del post Maradona, riprende proprio dove il Pibe lanciò un segnale inequivocabile all’Europa intera. Monaco di Baveria, la patria della birra, li dove l’Oktober fest è sacra come la festa di San Gennaro, tanto per capirci. Bayern Monaco – Napoli è la sfida delle sfide per una società tornata ai livelli che gli competono. Il sogno che diventa realtà, una delle più grandi d’Europa da sfidare in casa loro. E magari giocarsela, come col City. Un altro modello da studiare, e magari imitare per Aurelio De Laurentiis, che non perde occasione per godersi da vicino gli spettacolari stadi europei e le organizzazioni così avanzate. Il Bayern da seguire, scrutare e magari scavalcare. Un sogno che si rincorre, per un Napoli sereno come non mai. Eppure l’Allianz Arena fa paura almeno come il San Paolo, se non di più, nonostante stasera non si chiami così: buffa la storia che non permette al club, almeno in Champions di potersi avvalere del nome dello sponsor. Stasera per tutti sarà il Fußball Arena München. Ma cambia poco, troppo poco. A uno schiocco dai 70 mila posti a sedere, 340 i milioni serviti per la costruzione e un’estetica che cambia colore a seconda di chi gioca. Stasera sarà rosso, come le maglie dei padroni di casa. Il gommone, come è chiamato da quelle parti, è l’essenza dello stadio moderno. Il tifo all’interno è degno del miglior catino infernale che si sia mai visto. Uscire indenni il primo quarto d’ora, sarebbe per gli azzurri già un ottimo risultato. L’impatto è di quelli che fa mancare il fiato. I padroni di casa poi, sono bravissimi a farti sentire la pressione. Heynckes si presenta davanti al suo pubblico con il consueto e vincente 4-2-3-1, composto da Neuer tra i pali, Boateng, Van Buyten e Badstuben e Lahm in difesa, Schweinsteiger e Tymoschuk in mediana, e Ribery, Kroos e  Muller a sostegno dell’unica punta Gomez.Come gioca il Bayern – Veder giocare Ribery e soci oggi è un vero piacere per gli occhi, ma un po’ meno per gli avversari. La forza di questo Bayern sta in una difesa a dir poco imbattibile, capace di subire solo tre gol in undici partite di campionato e uno in Champions, ad opera del Napoli appunto. I bavaresi sono tanto fisici quanto attenti. Corazzieri coi piedi buoni e un’altezza abbastanza sopra la media per permette di arpionare quasi tutte le palle aeree. Van Buyten e Badstuben vanno infilati solo in velocità e possibilmente palla a terra. In mezzo Tymoschuk non è certo Xavi, ma Schweinsteiger corre per tre, e tira pure con una facilità impressionante. In avanti poi le presentazioni sembrano abbastanza superflue. Ribery, Kroos e Muller prediligono i fraseggi vicini e rapidi, cercando raramente il cross al centro. E nel caso avvenisse, il solito Mario Gomez è uno di quei rapaci che difficilmente si fa sfuggire l’occasione. I tedeschi fanno della loro fisicità e velocità l’arma migliore e quando non riescono a trovare la via della rete, accerchiano gli avversari nella loro area di rigore con una fitta trama orizzontale, che tende a far uscire fuori i difensori.  Passare indenni la sfuriata iniziale può significare abituarsi al clima e innervosirli, costringendoli ad attaccare in massa. E se si aprono gli spazi, i tenori…
Antonio Perillo