La bestia nera degli ultimi anni. O meglio bianconera. Gli strisciati sono quelli dell’Udinese e non quelli della Juve come si sarebbe potuto pensare. Udinese corsara al San Paolo e padrona incontrastata al Friuli, contro di loro non c’è storia. L’anno scorso mancava Di Natale, l’italiano pallone d’oro in corsa. Manca pure stasera, ma guai a sottovalutarli. L’Udinese imbattuta ha sinora subito un solo gol e gode di una salute ottima nonostante sia prepotentemente prima anche in Europa  League. E’ la sfida tra i due migliori portieri di serie A per rendimento, e tra due filosofie di gioco che stanno facendo storia. Spettacolo allo stato puro vedere le due squadre affrontarsi, solitamente i gol non mancano mai. Guidolin sulla cresta dell’onda ha risparmiato solo il bomber napoletano e il cileno Isla, poi tutti arruolabili. Tra i pali il solito Handanovic che comanderà i tre di difesa composti da Benatia, Danilo e Domizzi. Udinese abbottonata a centrocampo, si presenta infatti con una linea a cinque, rappresentata da Pinzi, Asamoah e Badu, con ai lati Basta e Armero. In avanti l’insolito duo Torje – Floro Flores.

Come gioca l’Udinese –

Senza Di Natale l’impianto di gioco dei friulani cambia molto. La verve del numero dieci napoletano è di importanza vitale per la fluidità della manovra bianconera, che adesso si affiderà con ogni probabilità alla velocità di Floro Flores e alla classe ancora inespressa del rumeno Torje. L’Udinese proverà  a fare la gara soprattutto a centrocampo dove la superiorità numerica in termini di uomini potrebbe farsi sentire. Armero sarà l’attaccante aggiunto: il velocissimo colombiano infatti difficilmente infatti permetterà a Maggio di giocare alto, avendone le stesse caratteristiche. La mancanza di Isla sul versante opposto invece potrebbe farsi sentire più del previsto, non essendo Basta proprio un veterano del ruolo. La difesa finora battuta una sola volta è una sorta di cassaforte blindata. Domizzi è giocatore già conosciuto, inutile le presentazioni, mentre Benatia è un centrale di destra che spesso si presenta in zona gol sui calci piazzati e sui corner, risultando il più delle volte decisivo. L’anello debole potrebbe essere il centrale Danilo, che in quanto ad esperienza non può competere con i compagni di reparto. Tra i pali poi Handanovic non ha nessun bisogno di presentazioni, anzi, in caso di rigore si consiglia la botta secca e centrale: non resta mai immobile sulla linea di porta e spesso indovina l’angolo di tiro. Cavani docet.

Antonio Perillo