La sfida che sta diventando storica. Quella col Cagliari non è più una semplice partita. Non lo è perché alla base ci sono storie di un “ombrello” di Fonseca e di un parteggiamento mal digerito. Non lo è perché Cellino ci mette del suo ogni anno, e poi perché da un po’ di tempo i gol oltre il novantesimo sono il vero piatto forte. Cagliari – Napoli, la sfida non per i deboli di cuore. L’anno scorso sorrise al Napoli, quest’anno chissà. L’avversario ostico per eccellenza quest’anno è pure ai vertici della classifica, ancora imbattuta e con uno score di tutto rispetto. Storie di intrecci di mercato mal riusciti, vedi Nainggolan, e di amori da dividere a metà, vedi Zola. Storie di due terre bellissime, divise da un rancore che aumenta con gli anni. I rossoblu proveranno a sfruttare al massimo il fattore campo: la spinta del S. Elia contro gli azzurri sarà devastante. Ficcadenti, che ha ereditato il Cagliari da Donadoni, si schiera solitamente con un 4-3-2-1, lo schema che sta dando dei risultati più rosei del previsto. A difesa di Agazzi ci sarà il quartetto composto da Pisano, Canini, Astori e Agostini, mentre la mediana sarà occupata dal trio Biondini, Conti e Nainggolan. In avanti la fantasia di Cossu a supporto del duo Thiago Ribeiro – Larrivey.

Come gioca il Cagliari

Ficcadenti ha costruito un vero e proprio bunker con la coppia centrale Canini e Astori che sembra riuscire a reggere una bella forza d’urto. Più fisici che veloci, ma comunque pericolosi anche nelle palle inattive. I due esterni stanno attraversando un ottimo momento di forma e tendono spesso a sovrapporsi per cercare il cross al centro. La vera forza del Cagliari è però dalla metà campo in su: un trio di combattenti composto da Conti, Biondini e Nainggolan. Il primo ha bisogno di poche presentazioni, è molto abile nel tiro da fuori e negli inserimenti, la vera anima del Cagliari è lui. Biondini ha caratteristiche più di mediano vero e proprio, ma anche lui non disdegna il tiro da fuori, e qualche settimana fa ha fatto già centro. Agonismo a gogò nella mediana rossoblu, che trovano nel belga un mediano completo. Ottimo in copertura, buono quando si deve impostare. Centrocampo aggressivo a supportare un tridente molto mobile: Cossu è il folletto impazzito, la scheggia che può spaccare in due la partita con le sue incursioni e i suoi piedi dolci. Thiago Riberio e Larrivey completano il tandem offensivo dei sardi: nessuno dei due è l’erede di Ronaldo e Batistuta e non sempre sono in giornata. La loro verve è spesso condizionata dal gioco globale. Sono buoni finalizzatori, ma non certo creatori di pericoli dal nulla. Scampati Cassano, Pato, Milito, Pazzini, Rossi, Gomez, Aguero e Dzeko, adesso il livello, almeno davanti dovrebbe essere un po’ più semplice, con tutto il rispetto ovviamente.

Antonio Perillo