La Viola double face d’inizio campionato è un’incognita ancora tutta da scoprire. Bella e vincente tra le mura amiche, deludente in trasferta. Sei punti in cascina dovuti alle belle vittorie all’Artemio Franchi contro Bologna e Parma. In mezzo il capitombolo al Friuli. Il dopo Prandelli che ancora non sembra essere stato smaltito a dovere, e una stagione che si appresta ad essere quantomeno più esaltante della precedente, scialba e anomala. Stessa squadra, con un Mutu in meno ma un Jovetic in più. E i risultati iniziano a vedersi. Il montenegrino sembra avere intenzioni serie quest’anno e, dopo la doppietta infrasettimanale rifilata agli emiliani, conta di riconfermarsi al San Paolo. Idee, sogni, speranze che alimentano anche il compare d’attacco Santiago Silva, che si è detto certo di mostrare le sue stravaganti esultanze all’ombra del Vesuvio. Gli spifferi raccontano che parte dalla panchina, almeno li sta più tranquillo. Ambiente tranquillo quello viola, nonostante nessun botto di mercato e una progetto tecnico che sembra rimpicciolirsi rispetto a qualche anno fa. La grana invece è rappresentata dal Bambino d’oro, quel Montolivo che definire ai ferri corti con la società sarebbe un eufemismo. L’ex capitano viola non ha intenzione di rinnovare, e da primo febbraio potrà accordarsi con chiunque senza far intascare nemmeno un centesimo alla società gigliata. A Mihajlovic carta bianca per quanto riguarda il suo utilizzo: il tecnico non ha infatti alcuna intenzione di chiudere le porte al centrocampista, che a Napoli dovrebbe ricoprire la zona nevralgica del campo insieme con Behrami e Lazzari, dando supporto ad un tridente abbastanza atipico, composto da Cerci, Jovetic e Vargas. A difesa di Boruc invece ci saranno Cassani e Pasqual in fascia, con Gamberini e Natali al centro.


Come gioca la Fiorentina – 

Squadra tignosa quella di Mihajlovic, che però non disdegna una certa dote offensiva.  A supporto di un tridente molto atipico, c’è infatti un centrocampo che farà valere la fisicità e i piedi buoni del duo Montolivo – Behrami, oltre alla vena realizzativa e le incursioni di Lazzari, notoriamente più mezzapunta che mediano. Un centrocampo di ottimi tiratori quella viola, tutti e tre sono dotati di precisione e forza, mentre il reparto offensivo presenta caratteristiche molto particolari: dei tre nessuno è prima punta, anzi. I viola giocano molto sugli esterni, avendo infatti sia Vargas a sinistra, che Cerci a destra, ottime caratteristiche da saltatori d’uomo e tiratori. Da quando manca Gilardino, il cross al centro è diventata un’alternativa più che una prerogativa, infatti i due preferiscono scambiare con il folletto Jovetic, o aspettare che si possano liberare al tiro da fuori area, uno dei tre centrocampisti, in particolar modo Montolivo. Jovetic variabile impazzita della squadra viola, la scheggia che può cambiare la partita con le sue improvvise accelerazioni. Squadra compatta anche in difesa, dove Gamberini e Natali rappresentano una bella dose di centimetri e muscoli. Sulle fasce Cassani e Pasqual rappresentano invece valide alternative sulla trequarti, cercando spesso la sovrapposizione. In porta Boruc alterna ottime prestazioni ad altre molto meno positive: speriamo che la gran partita l’abbia fatta già con il Parma…
Antonio Perillo