OCCHIO AGLI AVVERSARI. Antonio Perillo: "Il Chievo mix di forza e piedi buoni a centrocampo"
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| ALBERTO PALOSCHI, ATTACCANTE DEL CHIEVO |
Giornalista pubblicista, laureatosi a Scienze della Comunicazione presso l’Università Suor Orsola Benincasa, Antonio Perillo (solo omonimo di Antonello, Luca e Marco) oggi ci presenta il prossimo avversario: uomini e schemi del Chievo.
La bestia nera porta la maglia gialla, e pure i pantaloncini. La divisa che incute timore, o quantomeno porta sfortuna. Che lo scudetto la scorsa stagione non fosse in programma, era cosa risaputa, ma che al Chievo dovessero essere regalati sei punti su sei, lascia più che perplessi. Padroni al San Paolo, ancora di più nel loro stadio, gli scaligeri sembrano essere diventati sempre di più un tabù per gli uomini azzurri. Mazzarri il perfezionista guarda, studia, e magari sotto sotto si augura pure che quel diavolo di un Pellissier non sia della partita. Lui proverà a stringere i denti, a recuperare in extremis, ma una partecipazione alla gara sembra più che altro un’ipotesi molto remota in questo momento. Chievo col dente avvelenato dopo la partita di Parma, dominata in lungo e in largo, e poi persa grazie ad una magia di Giovinco, che ha punito oltremodo una squadra molto generosa. La squadra di Di Carlo si schiererà col campano Sorrentino tra i pali, Jokic e il core ’ngrato Sardo sulle fasce e Andreolli e Cesar al centro. Nel mezzo agiranno l’americano Bradley, ultimo colpo di mercato dei veronesi, Rigoni ed Hetemaj, con Cruzado a supporto del duo Paloschi – Moscardelli.
Come gioca il Chievo:
Una squadra fortemente rivoluzionata rispetto alla passata stagione, specie nel mezzo, che però vede sulla panchina un ex molto apprezzato da queste parti: Mimmo Di Carlo. L’ex tecnico sampdoriano gioca con un insolito 4-3-1-2, schema che ancora non sembra essere stato ben assimilato dai calciatori. Senza la boa Pellissier, accalappiatore di palloni, il gioco dei veronesi passerà molto per il centrocampo, dove Bradley, Rigoni e Hetemaj sono un buon mix di piedi buoni e forza fisica, ma soprattutto sono ottimi tiratori da fuori area, in special modo l’americano e l’ex bresciano. Più avanzato, a fare da collante tra centrocampo e attacco agirà Cruzado, peruviano con piedi tipicamente sudamericani, mentre in avanti un occhio particolare va dato alla coppia inedita Paloschi – Moscardelli. Il piccolo Inzaghi, come amano definirlo a Milano, è un po’ una mina vagante: buona velocità e soprattutto fiuto del gol. Molto abile a scattare sul filo del fuorigioco, cinico quando si presenta davanti al portiere. Le sponde di Moscardelli potrebbero essere per lui una manna dal cielo. Ma il gigante ex Piacenza, non è utile solo per fare a sportellate, anzi nei cross al centro può essere anche più letale. Sarà quindi importante limitare il gioco sulle fasce dove a turno sia Jokic che Sardo si spingono solitamente in fase offensiva per dare manforte all’attacco. Se gli esterni mettono in mezzo, i difensori centrali però non amano starsene a guardare, specie sui calci piazzati. Andreolli e Cesar sono due giganti vicini al metro e novanta e amano provare la conclusione a rete soprattutto sui calci d’angolo. Per lo sloveno già tre gol lo scorso campionato e uno in coppa Italia il mese scorso. In porta Sorrentino regala affidabilità ed esperienza, poi se davanti dovesse trovarsi il Cavani versione Milan, allora pazienza…








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