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Di seguito l’editoriale di Salvatore Caiazza per Il Roma:

Impossibile andare avanti così. Massimo rispetto per chi gioca poco, ma se il Napoli non schiera i migliori si rischia di rimanere fregati nelle ultime undici gare che mancano al termine del campionato. Nessuno si deve offendere, ma la squadra vista in campo contro il Sassuolo non ha dato segnali positivi. Non appena Ancelotti ha cambiato registro e si è affidato al turn over per permettere a tutti di giocare c’è stato il flop. La sconfitta era ormai cosa fatta ma fortunatamente Insigne ha avuto a quattro minuti dalla fine la freddezza di fregare Pegolo dopo che Magnanelli gli aveva lasciato il pallone sul piede migliore. Quel destro a giro ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Sicuramente meglio non perdere ma anche un punto è davvero poca cosa rispetto alle aspettative di una squadra che può fare molto meglio. Certo, l’obiettivo adesso è l’Europa League e si è visto che la testa era già alla partita di giovedì con il Salisburgo ma il campionato va onorato altrimenti ci potrebbero essere delle brutte sorprese.

LE INSEGUITRICI SOGNANO. Sembrava impossibile pensare che chi stava dietro al Napoli potesse ambire a prendersi il secondo posto. Ma con il passare delle giornate, soprattutto in questo 2019, le distanze si sono assottigliate incredibilmente. Chi vede vicino il traguardo è senza dubbio il Milan che ha incassato cinque successi consecutivi. Il Diavolo era molto distante ad inizio 2019 ma i pareggi con i rossoneri appunto, la Fiorentina, il Torino e il Sassuolo e la sconfitta con la Juventus hanno fatto conquistare terreno a chi arriva da dietro. Sei punti non sono pochi ma neanche tanti nei confronti del Milan che deve giocare il derby con l’Inter. Il Napoli, invece, dopo la Coppa dovrà vedersela con l’Udinese al San Paolo. Nella prossima giornata si potrebbe allungare a meno che i rossoneri non facciano fuori anche i nerazzurri. Ma a prescindere da ciò va rivisto un po’ il programma. L’Europa è la priorità ma anche la prossima Champions non va mancata. Ecco, quindi, che Ancelotti deve evitare dei turn over abbondanti. Sicuramente Sarri era troppo rigido puntando sempre sugli stessi. Ma Carletto, invece, è troppo largo di maniche. Ci vuole una via di mezzo. Anche perché poi si assistono a degli spettacoli che non piacciono. Come quello visto all’opera domenica pomeriggio al Mapei Stadium. Serviva qualcosa in più per battere il Sassuolo ben organizzato. Invece è sembrato che tutti si accontentassero. I sostituti dei titolari hanno deluso le attese. Diawara, Ounas e Verdi non si sono mai visti veramente. Con Fabian, Callejon e Zielinski sarebbe stata tutta un’altra storia. Sarebbe stato bello capire cosa ne pensasse Ancelotti a fine partita ma il tecnico è rimasto in silenzio perché in lutto per la morte del suo amico Bucci. Da qui alla fine di maggio o le riserve si svegliano e cominciano a dare il loro giusto contributo o seriamente devono giocare sempre gli stessi. Il turn over, almeno al Mapei Stadium, non ha pagato. Adesso ci si augura che giovedì contro il Salisburgo Chiriches e Luperto, sostituti di Makismovic e Koulibaly, riescano a difendere bene in modo tale da poter festeggiare l’accesso ai quarti di Europa League. 

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