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Ne basta una di azione.

Una portata avanti magistralmente per tornare in testa alla classifica e centrare la nona vittoria consecutiva. Poi ci stanno il palo di Insigne, il gol annullato ad Hamsik, la punizione di Mertens, il tiro in porta di Koulibaly e pure qualcos’altro. Però hanno detto che il Napoli ha rischiato pure se Reina stava in curva a fare i cori perché in porta si annoiava, pure se la Spal non è mai uscita dalla sua metà campo, pure se la pioggia che cadeva sul San Paolo era più insistente della squadra ferrarese. Qualcuno ha detto che la partita stava in bilico.

Anche la Juventus ha vinto 1-0 ma loro sono stati fortissimi. Questione di punti di vista.

Ormai conta solo vincere in questa sfida all’ultimo punto, senza se e senza ma. Lo sa fin troppo bene il capitano che esce dal campo dopo aver offerto una prestazione sontuosa, lo sa Allan che non smette mai di crescere diventando un pilastro imprescindibile. Tutti hanno la consapevolezza della loro forza e la percezione che, stringendo i denti, si può davvero fare un miracolo.

Perché sarebbe un miracolo.

Juventus e Napoli non hanno rivali, vincono e basta. Corrono come se non esistessero altre squadre sulla loro strada; e allora questo campionato, probabilmente, si deciderà su una partita secca: quella che accenderà i riflettori allo Juventus Stadium. Un ritorno senz’appello.

Superfluo pensarci ora. Nel frattempo bisogna continuare a correre senza dar retta a nient’altro.

 

“DON RAFE’, VUJE CU’ ‘A SICARRETTA E IO CU’ ‘O MUZZONE, CACCIAMMO ‘O STESSO FUMMO”.

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